La festa più colorata e ribelle dell’anno

La festa più colorata e ribelle dell’anno

Alcune tappe e itinerari per vivere la magia del Carnevale
Elegante e misterioso o satirico e rivoluzionario? Un viaggio tra i riti carnevaleschi del Belpaese

Una “fuga” dalla quotidianità. L’occasione propizia per una gita fuori porta e per affrontare la vita in modo più leggero e colorato. Almeno pochi giorni, il tempo di un week-end insolito e non-convenzionale. Perché a Carnevale le uniche regole sono il rovesciamento delle norme e degli status, e il divertimento ostentato. Da Nord a Sud lo Stivale offre un ampio ventaglio di occasioni di feste, parate e sfilate per vivere, dall’interno, la festa del Carnevale. Quest’anno c’è tempo fino al 4 marzo per lasciarsi trasportare dall’atmosfera festaiola e irriverente o elegante e misteriosa, a seconda del carattere infuso alla festa in ogni città d’Italia. E la scelta è ampia: da Manfredonia a Venezia, da Putignano a Viareggio c’è solo l’imbarazzo della scelta. In qualunque caso, qualunque sia tappa, il divertimento è assicurato. Ecco alcune tappe “obbligate”.
VENEZIA E VIAREGGIO
Il primo è il Carnevale forse più conosciuto in Italia e all’estero. Si differenzia dalle altre tradizioni carnascialesche per il suo carattere elegante e misterioso, che rende il Carnevale di Venezia una lunghissima festa in maschera che si svolge tra campi e campielli, nella splendida cornice della città lagunare dove ci si da’ appuntamento per il Volo dell’Angelo e la Festa delle Marie. L’edizione 2014 è incentrata sul tema “La natura fantastica”, mentre fra le novità c’è l’apertura dell’arsenale della Serenissima per tutte le sere della settimana grassa, con giochi di luci e fontane d’acqua, musica e intrattenimento itinerante. Un’occasione da non perdere. Il secondo, invece, rappresenta un inno all’arguzia e allo spirito satirico tipicamente toscano. Il Carnevale di Viareggio, infatti, risale al 1873 quando alcuni borghesi vollero inscenare una protesta contro le tasse eccessive che erano costretti a pagare. Un Carnevale che quest’anno registra numeri da record raggiungendo la cifra di 400 sfilate di carri allegorici programmate. La maestosità dei carri e l’irriverenza dei loro messaggi costituiscono la cifra distintiva della festa.
MANFREDONIA E PUTIGNANO
A pochi passi da casa nostra, si rinnova ogni anno lunga tradizione del Carnevale di Manfredonia che si sviluppa secondo due imprescindibili indirizzi: da una parte il concorso dei carri e dei gruppi mascherati, con la partecipazione di vari gruppi di maestri cartapestai per la costruzione dei monumentali carri allegorici; dall’altra, la partecipazione di gruppi di giovani impegnati nella rappresentazione mascherata a tema dell’attualità culturale o politica, secondo i linguaggi tipici della  tradizione carnevalesca. Ne deriva quindi la spettacolare Grande parata dei Carri allegorici e dei Gruppi mascherati, in programma l’ultima domenica successiva il giorno della Pentolaccia, con più di centomila visitatori forestieri.
La Puglia, poi, si conferma un’eccellenza nell’arte della cartapesta anche nel Carnevale di Putignano che quest’anno rende omaggio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della sua nascita. Le iniziative partono il 23 febbraio e si protraggono fino al 9 marzo. I sette carri allegorici sono tutti dedicati a composizioni verdiane opportunamente “riviste”.
BOVINI E ARANCE
L’opulenza come rovescio della povertà. Sono cibi e materie prime, a volte, il simbolo della ribellione. Come a Muggia, in provincia di Trieste dove ogni anno il Carnevale si conclude con la grande frittata che viene cotta al centro della piazza principale, dopo una raccolta di uova fatta al grido “tutti a ovi” secondo una tradizione che ha origine all’inizio del 1400. Colorato e appassionante è invece il Carnevale di Ivrea, che si distingue per il suo piglio ribelle e libertario, il cui momento clou è la “battaglia delle arance” che per tre giorni divampa nella città piemontese coinvolgendo migliaia di “aranceri” mentre tutti gli altri indossano il “berretto frigio”, simbolo di ribellione da ogni tirannia. Un bove finto, di metallo e legno, viene invece portato in processione durante il carnevale di Offida, nelle Marche. Una tradizione suggestiva e “pagana” dove gli abitanti vestiti con il “guazzarò”, un abito tipico, rincorrono il bove urlando come in una corrida.            Angela Dalicco

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n. 10 / Dicembre 2017

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