Viaggiatore o turista? Dimmi come viaggi, ti dirò chi sei

Viaggiatore o turista? Dimmi come viaggi, ti dirò chi sei

Entro il 2030 per oltre 700 milioni di persone il viaggio sarà uno stile di vita
Tour ispirazionali verso destinazioni sconosciute ed autentiche: le mete 3.0

di Michela Serafino - sociologa

“D olcemente viaggiare… con un ritmo fluente di vita nel cuore…” intonava una nota canzone di Battisti, che pare averci visto lungo sui trend turistici. Nel 2017, il viaggio è avventura senza limiti e confini. Il verbo “viaggiare”, infatti, è sinonimo di “esplorare” con il gusto di conoscere e scoprire nuove realtà e culture. A differenza del turista, il viaggiatore non parte per godersi le vacanze. Con zaino e gambe in spalla, esso va in cerca di novità mettendo a disposizione energia, pazienza e volontà. Il viaggio turistico fatto di abbronzatura, vestiti, sciarpetta al collo, valigie e macchina fotografica alla mano non gli appartiene. Nuovi stimoli, sorprese e novità sono il leit motiv dell’avventura. Uno spirito temerario, che affronta una nuova tipologia di viaggio, quasi selvaggio, ma allo stesso tempo al passo con i tempi: un’esperienza 3.0. Probabilmente saranno le nuove tecnologie, i comfort o la routine, a scaturire la voglia di essere viaggiatori liberi ed incontrollati, persi all’orizzonte di tour “fai da te”, in cui ritrovare sensazioni ormai dimenticate e molto profonde tanto da condividerle sui social network per mostrarle ai propri follower. Dalla BTO di Firenze 2015 è emerso che verso il 2030 oltre 700 milioni di giovani acquisiranno il viaggio proprio come uno stile di vita. Ciò significa che 1,8 miliardi di persone valicheranno i confini nazionali per mezzo della prenotazione on line. Un mutamento che sta prendendo sempre più piede anche grazie al forte consolidamento di internet e della sharing economy (economia del consumo condiviso e consapevole). Oltre alla vita e ai comuni servizi del quotidiano, anche la scelta di viaggi è un’azione sempre più annessa alla rete virtuale e al web 3.0: strumenti prioritari soprattutto fra i giovani d’oggi. Le cifre del mercato turistico dimostrano che i migliori incrementi finanziari siano derivati proprio dal booking on line (pernottamento via internet) con un valore pari a 500 milioni di dollari tramite pc, tablet e smartphone, particolarmente prediletti nella ricerca di voli e viaggi su siti che negli ultimi tempi la fanno davvero da padrone, come Expedia e Tripadvisor, ad esempio. Per questo motivo il viaggiatore dei nostri giorni può definirsi ufficialmente 3.0, cioè una persona dinamica e flessibile, ma sempre connessa su app all’ultimo click come Trip for Real, Couchsurfing o Like a Local. Insomma, è come se non si scegliesse dove andare, ma piuttosto cosa andare a scoprire e vedere. Tour ispirazionali verso destinazioni sconosciute ed autentiche, piccoli paesi in crescita alla periferia del mondo, dove l’ambiente unico e meraviglioso permette di provare viaggi solidali e visite ecosostenibili. Numerosi luoghi della Terra meriterebbero la qualifica di meta 3.0, ma solo alcuni lo sono davvero: in Europa vi sono Faro (Portogallo), Breslavia (Polonia), Kaliningrav (Russia), Las Palmas de Gran Canaria e Malaga (Spagna), Kiev (Ucraina), Rotterdam (Paesi Bassi) e Bucarest (Romania), le quali riempiono la lista delle destinazioni europee più cool. Ma cosa dire, infine, delle destinazioni extracontinentali? Whisler nel Canada britannico, Jodhpur in India, Tbilisi in Georgia, El Nido nelle Filippine, Jericoacoara in Brasile, San Jose del Cabo al sud del Messico e la meravigliosa Kihei alle Hawaii sono il top, soprattutto per chi non ha mai provato il viaggio d’oltre Europa. E voi cosa siete? Viaggiatori o turisti? Quale occasione migliore per scoprirlo questa estate.

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n. 10 / Dicembre 2017

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