Un viaggio all’Estero che diventa vita

Un viaggio all’Estero che diventa vita

Secondo il Ministero degli Affari Esteri, sono oltre 4 milioni gli italiani iscritti all’Aire
Non si tratta solo di giovani disoccupati o cervelloni in fuga: è un’ambizione spesso espressa anche da tanti over 60
di Michela Serafino - Sociologa

Dinanzi al panorama insolito di un paese al Sud o al Nord della terra, quanti di voi avranno pensato “Quasi quasi, vengo a vivere qui”. Si parte per una settimana ed ecco che si rimane per tutta la vita. Una vacanza all’estero che potrebbe trasformarsi in una vita all’estero… perché no!
Una sindrome molto comune, che colpisce soprattutto i viaggiatori più appassionati, coloro che amano ed affrontano le novità con grande coraggio ed equilibrio psico-sociale. A colpire di più sono le località insolite, esotiche e molto diverse da quella di origine: forse proprio per questo si tratta di posti del cuore.
Secondo il Ministero degli Affari Esteri, sono oltre 4 milioni gli italiani iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), che hanno deciso di espatriare per guadagnarsi un posto al sole o vivere un’esperienza on the road in mille lavori intorno al mondo. Attenzione: non si tratta solo di giovani disoccupati o cervelloni in fuga dall’Italia, ma anche di coraggiosi amatori del viaggio e di nuove esperienze. Eh già! Trascorrere cinque o dieci giorni all’estero può causare quella voglia spropositata di conoscenza del mondo e di sé.
Seppur vivere all’estero sia un’esperienza davvero originale, che va ben oltre la semplice vacanza, una nuova vita può cambiare molti aspetti, in particolar modo il proprio punto di vista. Il processo di adattamento a diverse realtà, clima, ambiente, persone e cultura scombina le abitudini del solito “caos” quotidiano a cui si è abituati. Si parta dal presupposto, dunque, che lasciare il proprio Paese non sia semplice. Una nuova vita all’estero comporta una forte necessità di adattamento a nuove circostanze, che solo poi si riveleranno di grande supporto nella conoscenza di sé.
In fin dei conti, il brivido del viaggio è proprio questo: imparare a vivere da soli ed accettare l’incertezza, godendo ogni attimo delle proprie giornate senza selfie sui social. E da qui, infatti, la mente galopperà di creatività: creando una nuovo profilo professionale attraverso un network innovativo, migliorando le proprie competenze linguistiche, rapportandosi con nuovi amici ed entrando in contatto con altre culture, si accoglieranno più opportunità.
Una volta diventati cittadini del mondo, la sicurezza di sé stessi sarà maggiore in quanto si saprà riconoscere le scelte giuste al momento più adatto. Oltre al souvenir o agli effetti materiali, più caro sarà il semplice ricordo di un’esperienza indelebile.
Da non sottovalutare, infine, anche l’aspetto economico: la vita all’estero costa circa 1/3 in meno rispetto all’Italia, fatta eccezione dei Caraibi che, nonostante ciò, mantengono il guinness fra le mete più ambite grazie al loro clima caldo ed accogliente. Ma quali sono le destinazioni più adatte a cambiar vita? Prima fra tutte, la vicina Bulgaria (a sole due ore di volo dall’Italia) dove un modesto tenore di vita richiede solo 800 euro al mese, mentre in seconda posizione vi si classificano le Canarie, altrettanto favolose quanto i Caraibi, ma molto più economiche.
In fondo alla lista, si posizionano mete extracontinentali come Filippine, Santo Domingo, Madagascar e Costa Rica, destinazioni da sogno non solo per giovanissimi, ma anche per pensionati. Vivere all’estero, infatti, è un’ambizione spesso espressa anche dagli over 60 in cerca di un posto ideale dove dedicarsi al tanto agognato riposo, al seguito di anni di duro lavoro e numerosi sacrifici. Una seconda vita appagante e piena di opportunità. Carpe diem!

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n. 10 / Dicembre 2017

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