Oggi, quanto è rischioso compiere un viaggio?

Oggi, quanto è rischioso compiere un viaggio?

Gli attentati Isis compromettono la voglia di viaggiare
Vacanze e mete sicure con la giusta informazione
di Michela Serafino Sociologa

Nell’ultimo periodo, gli attentati e i colpi di stato derivati dalla guerra islamica hanno paralizzato fortemente la voglia di viaggiare. Numerose le realtà del globo ad essere colpite da attacchi inaspettati, poiché i gruppi terroristici del nuovo millennio non mirano ad una sola e reale sede bellica. Se fine a poco tempo fa, ci si era rassegnati all’idea che alcune delle destinazioni più ambite, come il bellissimo Oriente, fossero inaccessibili, ora la cerchia delle mete a rischio attentato si stringe ulteriormente, sacrificando anche Africa ed Europa. Per non parlare poi della lista, sempre più lunga, dei siti storico-artistici rasi al suolo e delle zone Unesco off-limits. Allora, non si viaggia più?
Certo che no! Smettere di viaggiare non è altro che una rassegnazione culturale in supporto del gioco macabro dell’Isis, che mira a rafforzare le barriere fra le etnie. Il tempo passa e gli attentati aumentano, insieme alla perdita di patrimoni di inestimabile valore. Ogni luogo pare che sia in pericolo, ma ciò non significa che bisogna vivere col timore del terrorismo. In fin dei conti, nessun luogo è al sicuro…
Com’è possibile prevederlo? Considerando la situazione attuale, è impossibile immaginare un attacco Isis per vendetta religiosa e fanatismo in un determinato luogo: uno dei principi fondamentali nella prevenzione è essere più vigili ovunque e in qualsiasi circostanza, dando più attenzione a ciò che accade intorno a noi. Innanzitutto, sarebbe bene evitare location con ampio assembramento di persone, carattere che fa gola agli attacchi terroristici, come expo, metropolitane, stazioni ferroviarie ed aeroporti particolarmente affollati. Come si può immaginare, gli sviluppi socio-politici di questi ultimi mesi confermano l’inaccessibilità dell’intero Medio Oriente: soprattutto Instanbul e il resto della Turchia sono realtà maggiormente esposte al rischio di attacchi Isis. Si confermano, inoltre, l’alta pericolosità della Libia, d’Israele, del Pakistan, dell’Iran, dell’Afghanistan, specie se si è diretti a Kabul, e dell’alta percentuale di sequestri stranieri in Iraq.
Di fatto, anche l’Africa centro settentrionale non è affatto al sicuro: si sconsigliano possibilmente viaggi in Marocco, Mauritania, Egitto (eccetto Sharm el-Sheikh) e Mali. Dulcis in fundo, pare che anche l’Europa non ne sia del tutto immune: la forte ritorsione islamica vissuta in Francia, Germania e Gran Bretagna lascia ancora allibiti tanto da allertare Italia e Spagna. Traendo le somme, a questo punto, ci si può immaginare che in Svizzera, Cuba, Singapore, Vietnam, Porto Rico, Santo Domingo, Panama e Caraibi le vacanze siano più tranquille, almeno dal punto di vista terroristico.
E chi si affida alle agenzie di viaggi, invece, come fa? I tour operator sono team affidabili, esperti ed in costante aggiornamento nel settore turistico. Tuttavia, è altrettanto importante che il viaggiatore sia consapevole ed attento delle proprie scelte: mirare ad agenzie munite di certificati di garanzia e a destinazioni sicure. A riguardo una delle soluzioni più efficaci è “Viaggiare Sicuri” (www.viaggiaresicuri.it), il sito della Farnesina con aggiornamenti in tempo reale grazie al diretto intervento dei consolati e delle ambasciate con tanto di schede di approfondimento dei vari paesi del mondo. Prima di preparare i bagagli, dunque, bisogna essere al passo con i tempi, aggiornarsi e prendere le giuste informazioni a riguardo. Viaggiare bene è sinonimo di buona informazione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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