Slow Tourism, un nuovo modo di viaggiare

Slow Tourism, un nuovo modo di viaggiare

Il turismo lento è sempre più diffuso, ma in pochi sanno cos’è
L’esperienza ideale per un viaggiatore alla ricerca di tipicità e autenticità
La filosofia dietro una vacanza particolare e a basso impatto ambientale

Sarebbe bello allontanarsi dalla frenesia quotidiana per dedicare un po’ di tempo a sé e al proprio relax. Ma come si fa? Nell’ultimo decennio, la crisi economica e la carenza di risorse hanno inciso fortemente sulle modalità di viaggio.
Ormai, si è ben lontani dal turismo di massa e dalle classiche vacanze “mordi e fuggi”. Il turista, oggi, ha sempre meno disponibilità di denaro e di tempo.
La domanda turistica, infatti, si indirizza alla qualità e cioè a strutture sostenibili e verso cibi biologici o a kilometro zero. Si è mai sentito parlare di Slow Tourism?
Letteralmente “turismo lento”, una nuova filosofia socioculturale di viaggio basata sul turismo a basso impatto ambientale. Esso consiste nella scoperta dei territori rispettando la natura, gli usi e i costumi di un luogo. Come sostiene il geologo G. Còrna-Pellegrini, “Esplorare la terra è un modo di amarla!”.
Ma vediamo un po’ più da vicino cos’è lo Slow Tourism. Per capirne la sua identità, ci si deve focalizzare sui sei dimensioni principali: tempo, riappropriarsi dei propri “spazi” intimi; lentezza, per conoscere un luogo con occhi nuovi; emozione, lasciarsi andare alle sensazioni suscitate dal luogo; autenticità, vivere un’esperienza insolita ed originale; contaminazione, abbandonare i pregiudizi e comunicare con culture diverse dalla propria; sostenibilità, viaggiare nel rispetto del territorio e in sintonia con la comunità autoctona.
Sia nel caso di incoming (turisti stranieri in Italia) sia di outgoing (turisti italiani all’estero), il viaggiatore è alla ricerca di qualcosa di autentico, mai vissuto prima.
Oltre all’arte senza eguali, alla radicata storia locale, l’Italia detiene beni naturalistici di inestimabile valore: vaste valli, infiniti laghi, vulcani ancora attivi, sentieri incontaminati, splendide coste, vigneti, colline. Insomma, l’ambiente ideale, in cui la cultura dello slow travel si incastra perfettamente. Ed è così che il valore delle sagre di paese, del prodotto tipico, della cultura e della tradizione rurale aumenta tanto da poter attirare turismo anche nei periodi di bassa stagione.
Certamente, le città d’arte, chiese, musei e monumenti sono ancora la principale attrazione. Ad esse, però, si aggiungono estese aree di interesse naturalistico e località bucoliche, contesti dove il visitatore potrà immergersi in quelli che sono gli autentici stili di vita locali attraverso l’ospitalità in strutture ricettive sostenibili come agriturismi, bed and breakfast, fattorie didattiche ed alberghi diffusi (case e camere che distano a circa 200m dal centro storico, nucleo dei servizi) e tramite innumerevoli attività sportive e naturalistiche: trekking, biketour, birdwatching, itinerari degustativi (es: strade del vino o vie dell’olio), ippoturismo, houseboat, ecc. Tutto ciò comporta l’abbandono dell’automobile per muoversi con mezzi di trasporto pubblico, a piedi, in bici e a cavallo.
Tuttavia, bisogna fare ben attenzione a non confondere il turismo slow con la classica “gita fuoriporta” della domenica. Il turismo lento è un modo di viaggiare differente verso destinazioni che sanno creare un sistema ricettivo integrato a 360°, con servizi completi e di qualità tutto l’anno, tali da muovere l’economia delle piccole comunità rurali e garantendo un’opportunità di crescita e promozione territoriale nel rispetto dell’ambiente.
Si tratta di una formula di turismo compatibile con il territorio sia in termini di ospitalità sia di accessibilità verso tutti.           

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n. 10 / Dicembre 2017

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