Quel naso che cola…

Quel naso che cola…

di Monica Mancini, pediatra

La rinite allergica è una condizione patologica che interessa la mucosa nasale, determinata da un processo infiammatorio immunomediato verso un determinato allergene, nei confronti del quale il soggetto si è sensibilizzato. È una patologia frequente in età pediatrica: secondo le ultime stime, circa 1 bambino su 10 ne è affetto. Nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione familiare, nel senso che almeno uno dei genitori è allergico. Tuttavia, una significativa quota di soggetti non presenta alcuna familiarità. Quando si deve sospettare una rinite su base allergica? I sintomi più frequenti sono i seguenti, variamente combinati: starnuti, rinorrea acquosa (naso che cola), prurito nasale, congestione nasale persistente. Questi sintomi possono presentarsi in maniera intermittente o persistente, in forma lieve, moderata o grave. Generalmente le allergie ai pollini sono stagionali, mentre l’allergia alla polvere di casa (acari della polvere) tende ad essere persistente.

In alcuni casi la patologia può manifestarsi anche con sintomi oculari (rinocongiuntivite allergica), in questo caso il piccolo paziente potrà presentare arrossamento oculare, edema (gonfiore) oculare, sensazione di corpo estraneo e fotofobia (fastidio alla visione della luce). Naturalmente, nel caso in cui il bambino presenti alcuni di questi sintomi è importante rivolgersi al proprio pediatra di fiducia perché la corretta diagnosi clinica è presupposto indispensabile per una terapia adeguata. Tra gli esami diagnostici, i più importanti sono i Prick test, da effettuare possibilmente su cute integra (in assenza di lesioni quali dermatite atopica). E’ importante che gli esami siano effettuati in assenza di trattamenti con antistaminici, che potrebbero falsarne il risultato.

E’ fondamentale anche seguire norme di prevenzione ambientale; ad esempio, per l’allergia alla polvere la bonifica dell’ambiente casalingo rappresenta una strategia efficace. L’eliminazione di tappeti, tende, peluche, suppellettili e l’utilizzo di presidi come coprimaterasso e copricuscini anti-acaro aiutano, infatti, a ridurre l’esposizione all’allergene; allo stesso modo, nel caso di allergie ai pollini è preferibile non uscire nelle giornate ventilate ed evitare zone dove il polline in oggetto è abbondante. In molti casi è comunque indispensabile una terapia farmacologica per la risoluzione del quadro clinico. Talora è opportuno effettuarla anche per prevenire l’insorgenza dei sintomi, naturalmente sotto la guida di mani esperte quali quelle di un allergologo pediatra.

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n. 10 / Dicembre 2017

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