Sanità a misura di donna

Sanità a misura di donna

Tre “bollini rosa” per il biennio 2016/2017
Premiato l’impegno per le patologie femminili

Un ospedale a misura di donna. Lo confermano i “bollini rosa” - ben tre, ovvero l’eccellenza - assegnati dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che ha riconosciuto e premiato l’impegno dell’ospedale voluto da Padre Pio nei confronti delle patologie femminili. Si tratta di una delle massime certificazioni di qualità per l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che incassa il riconoscimento per il biennio 2016/2017, unica struttura in Puglia a fare l’en plein. Tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati vi è la presenza, all’interno delle aree specialistiche di maggior rilievo clinico ed epidemiologico, di servizi rivolti alla popolazione femminile, appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, a garanzia di un approccio alla patologia in relazione alle esigenze della donna, e offerta di prestazioni aggiuntive legate all’accoglienza in ospedale e alla presa in carico della paziente.

Tra le novità del nuovo bando, una sezione dedicata alla prevenzione oncologica, al fine di valutare i servizi offerti dagli ospedali per la diagnosi precoce delle principali patologie oncologiche di interesse femminile. Infine, per quanto concerne la neurologia, sono stati valutati servizi dedicati alla malattia di Parkinson e all’Ictus, in quanto patologie che necessitano di percorsi diagnostico-terapeutici e di follow-up altamente specializzati. “La medicina di genere e nello specifico le patologie femminili – ha spiegato Gabriella De Vincentis, medico responsabile dell’unità Organizzazione, Logistica Sanitaria e Accreditamento Istituzionale dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza - rivestono per noi una grande importanza perché circoscrivono un universo differente, che necessita di un approccio che tenga conto non solo di una specificità anatomica, ma biologica, funzionale, psicologica e culturale. Prendersi cura delle donne, prestando attenzione alle diverse fasi di vita, con percorsi studiati e dedicati di assistenza, cura e accoglienza, vuol dire anche prendersi cura della sua famiglia e dei suoi cari, con notevoli ricadute sociali e culturali”.

m.g.f.

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n. 10 / Dicembre 2017

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