Dimagrire… mangiando: l’elogio della lentezza

Dimagrire… mangiando: l’elogio della lentezza

Rischi delle diete fai-da-te: i consigli della dottoressa Annamaria Conte.
Dimagrire… mangiando: l’elogio della lentezza

Il corpo umano come un castello di carte: l’equilibrio deve essere perfetto. Basta un piccolo intoppo - un elemento carente o, al contrario, sovrabbondante - per far crollare tutto. Nel caso specifico, l’elemento destabilizzate per l’organismo può essere una dieta sbagliata, esageratamente carente o inadatta alle nostre esigenze per grippare il funzionamento del nostro metabolismo. Ne abbiamo parlato con la dottoressa AnnaMaria Conte, dietologa-omeopata (in foto).

Dottoressa Conte, perché bisogna evitare le diete fai-da-te?
La dieta non è una procedura standard, uguale per tutti. Prima di stilare un piano nutrizionale, noi medici dobbiamo valutare una serie di fattori: si parte da uno screening clinico, con esami specifici fondamentali per inquadrare il funzionamento del metabolismo del paziente e lo stato di salute generale. Poi vanno valutate tante altre variabili che attengono allo stile di vita. Le diete fai-da-te, invece, tendono solo ad eliminare: non solo il superfluo, ma anche alimenti e sostanze fondamentali per la nostra sopravvivenza.

Qual è la differenza tra ‘dietologo’ e ‘nutrizionista’?
Il dietologo è un medico, laureato in medicina e chirurgia e poi specializzato in dietologia; può fare una valutazione clinica del paziente, stilare piani nutrizionali per persone con patologie specifiche e prescrivere esami ed eventuali farmaci. Il nutrizionista, invece, quasi sempre è un biologo specializzato; il suo ruolo è fondamentale nella diffusione delle buone pratiche dell’educazione alimentare.

Ci sono delle spie che possono farci capire che stiamo sbagliando strada (e dieta)?
In linea di massima, se si segue una dieta molto carente c’è rischio di anemizzarsi, perdere i capelli e avvertire debolezza, fino a svenire; con una dieta iperproteica si rischia di danneggiare i reni; se c’è una predisposizione aldiabete e seguiamo una dieta ricca di carboidrati rischiamo di spianare la strada alla malattia.

C’è un rapporto tra intolleranze alimentari e aumento di peso?
Purtroppo sì. Ogni volta che assumiamo l’alimento nocivo - le intolleranze più diffuse sono al lattosio e al glutine - la bilancia segnerà 300 grammi in più.

In definitiva, dimagrire è possibile?
Ovviamente sì, ma mangiando. Si possono ridurre le quantità, ma non va tolto il cibo dalla tavola.
Una dieta fatta in modo serio, con l’aiuto di un professionista, porta percentuali di successo del 90%. I tempi devono essere però lunghi: le diete-flash non esistono.

I consigli dell’esperto
• “Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno (circa 8 bicchieri) e depurare l’organismo con tisane a base di melissa, finocchio e ananas o spremute di pompelmo”.
• “Evitare di mangiare mele a fine pranzo: sono ricche di carboidrati, che si andrebbero a sommare a quelli di pasta e pane”.
• “Diffidare di pane e pasta integrali: nella maggior parte dei casi sono amalgamati con strutto o altri grassi. Nel dubbio, scegliere il riso integrale, tale in natura”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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