Riscoprire il “piacere” di mangiare

Riscoprire il “piacere” di mangiare

Riconoscere i rischi delle diete tout-court
Con l’educazione alimentare si smaltiscono i kg di troppo ma anche le insicurezze, le ansie ed i disagi di tutti i giorni

A cura della dott.ssa Capuano

Ognuno di noi è continuamente messo a confronto con immagini snelle ed eleganti e su come mangiare “bene”, “sano” o “perdere peso”. Questa continua ricerca dell’essere magri ha contagiato uomini, donne e ragazzini sempre più convinti che è normale “essere a dieta” per  rincorrere un peso e un corpo ideale. Si è dato il via ad un overdose di informazioni che disorientano migliaia di persone che non sanno più cosa, quanto e come mangiare di fronte a una grande offerta di cibo sempre più saporito e allettante.

In conseguenza di ciò, la risposta cibo viene data a tutta una serie di bisogni (per condizionamento sociale, per vincere la noia, per avere piacere, per ricompensarsi) indipendentemente dal segnale fisiologico di vuoto di stomaco. Appare evidente che costringendo una persona a mangiare secondo orari prestabiliti determinati cibi addirittura programmati con giorni di anticipo, a pesare tutto ciò che si mangia, la si allontana ancor di più dalla comprensione dello stimolo della fame e sazietà che il corpo gli invia. Il meccanismo delle diete conduce, tra l’altro, a fidarsi sempre meno di sé stessi, ad affidare la lettura dei propri bisogni ad altre persone.

Il risultato? Persone che inevitabilmente pensano che: meno cibo porti a meno calorie, che a loro volta, si traduce in meno peso. Qualsiasi dieta ipocalorica, infatti, fa dimagrire se seguita scrupolosamente, ma se una volta raggiunto il peso voluto si ritorna alle abitudini alimentari precedenti i chili ritornano uno dopo l’altro, cominciando l’effetto yo – yo noto a tutte le persone che fanno diete e che combattono quotidianamente con il cibo e la bilancia.

Cosa fare, allora? Recuperare un rapporto di “fiducia” con il cibo, imparando a rispondere alla fame e alla sazietà, riscoprendo il piacere della buona tavola, educandoci a corrette abitudini alimentari. Questo è il segreto: un percorso di educazione alimentare dove si acquisisce la capacità di gestire la fame, non ci si sottopone a diete restrittive , si impara a mangiar sano, attraverso la conoscenza degli alimenti e, soprattutto, si passa dall’essere soggetti “passivi” a cui vengono detti come e quando mangiare ad “attori principali” capaci di fare delle scelte alimentari corrette. Naturalmente non è facile assumere questo atteggiamento, soprattutto quando si hanno alle spalle anni di diete fallite.

La prima volta che si ascolta una proposta di questo tipo si ha paura di ingozzarsi di cioccolata o dar fondo a un intero dolce alla crema; ma questo accade proprio a chi si sente a dieta e pensa di non poter mangiare questi cibi, non a chi ha capito che questi, come tutti gli altri cibi possono far parte della propria alimentazione. A poco a poco si ricomincia a dialogare quotidianamente con il proprio istinto alimentare e con il proprio corpo , ed è proprio l’istinto che salva dagli eccessi. Con il percorso di educazione alimentare insieme ai chili di troppo si smaltiscono insicurezze, ansietà e disagi di fronte al problema “cibo”, un questione da affrontare e risolvere comunque, almeno tre volte al giorno.

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n. 10 / Dicembre 2017

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