Narcisisti si nasce o si diventa?

Narcisisti si nasce o si diventa?

Quando ricorrere allo psicoterapeuta
Un “passaggio obbligato” nell’infanzia, un disturbo di personalità in età adulta
di Ines Panessa - Psicologa

Secondo la teoria psicoanalitica, quello che oggi definiamo “narcisista” è un soggetto che non ha sviluppato la capacità di investire emotivamente all’esterno di sé, ma che riserva per sé stesso la gran parte delle energie psichiche (libido) che è necessario dirigere verso altre persone per creare un solido legame con loro.

In tal senso, tutti attraversano una fase di narcisismo nella prima infanzia, dalla quale si distanziano quanto più il loro sviluppo psicologico è completo ed equilibrato. Freud parlò di “Narcisismo primario” per indicare l’investimento di energie psichiche (libido) che il soggetto riversa sull’Io quindi su di sé in maniera differente a seconda delle fasi evolutive che attraversa: se nella primissima infanzia è fisiologico l’investimento totale della libido sull’Io, con il passare degli anni questo investimento si sposta all’esterno e altre persone assumono via via importanza nella vita del soggetto. La libido così investita in oggetti esterni diviene libido oggettuale (contrapposta alla libido narcisistica) e rende possibile la creazione di legami con persone e oggetti che assumono importanza nella vita del soggetto.

Il “Narcisismo secondario” è frutto di un ritiro della libido oggettuale da oggetti esterni e del suo rifluire nell’Io, divenendo libido narcisistica: questo processo dà vita alla Nevrosi Narcisistica. Il passaggio da libido narcisistica (Narcisismo primario) alla libido oggettuale - e quindi l’investimento della libido su oggetti esterni - richiede che il soggetto abbia la capacità di uscire dall’egocentrismo infantile e da una posizione di ricezione per privarsi di parte delle proprie energie per rivolgerle altrove. Questo passaggio non avviene automaticamente con la crescita del bambino, ma richiede che sia stato sufficientemente e adeguatamente amato dalle sue figure di riferimento. Quando l’amore dei genitori manca o è eccessivo il bambino cresce incapace di amare altre persone o perché non sa come si fa (non essendo stato lui stesso oggetto d’amore), o perché è stata talmente enfatizzata l’importanza della sua persona che gli appare ovvio che gli altri amino lui, ma non che questo amore debba essere ricambiato.

Da queste due differenti situazioni infantili derivano i due principali atteggiamenti del narcisista: la “trascuratezza” produce un futuro narcisista avido di attenzione, ammirazione, amore, che gli servono come compensazione di ciò che non ha ricevuto nell’infanzia; l’“esaltazione” produce un futuro narcisista egocentrico, convinto che tutto gli sia dovuto, che gli altri gli siano inferiori, che non abbiano mai ragione a meno che non concordino con lui: una visione di sé e degli altri che ha appreso nel corso dell’infanzia e mai abbandonato. Il narciso frutto di trascuratezza tenderà a cercare per tutta la via di colmare il vuoto affettivo e la mancanza di attenzioni che lo hanno fatto soffrire da bambino, pretendendo che gli altri lo sostengano, riconoscano il suo valore, lo ammirino, siano a sua disposizione.

Il narciso frutto di esaltazione riterrà ragionevole che tutti lo trattino come è stato trattato da uno o entrambi i genitori e che gli riconoscano quindi la stessa grandiosità che gli è stata riconosciuta in famiglia mentre cresceva. Ne consegue un atteggiamento superbo e spocchioso spesso indigesto alla maggior parte delle persone con le quali entra in contatto. Di solito, infatti, non ha molti amici, soprattutto non ha molti amici maschi perché è con loro che si sente in diretta competizione e se non gli riconoscono che lui è il migliore ammirandolo, ascoltandolo pontificare su ogni argomento e condividendo le sue opinioni, tenderà a pensare che non sono persone degne della sua compagnia, allontanandosene prima che lo facciano loro. Per questo motivo un narcisista può cambiare solo sottoponendosi a psicoterapia e lavorando o sulla carenza di affetto e attenzione che ha subito o sugli effetti di quell’atteggiamento dannoso dei genitori che ha prodotto in lui un ‘Io ipertrofico’, che deve essere ridimensionato perché il soggetto possa guarire da questa sua condizione di squilibrio che può configurare un vero e proprio disturbo narcisistico di personalità.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf