Stress, impariamo a gestirlo

Stress, impariamo a gestirlo

Se particolarmente intenso può condurre anche patologie serie
Cosa si può fare per prevenire o compensare periodi stressanti?
di Debora Penna

Lo stress è una risposta psicofisica a compiti anche molto diversi tra loro, di natura emotiva, cognitiva o sociale, che la persona percepisce come eccessivi. Fu Selye il primo a parlare di stress, definendolo come una risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso (Selye, 1976).
Lo stress non è una condizione esclusivamente patologica dell’organismo, non può e non deve essere evitato in quanto è l’essenza della vita stessa, la completa libertà dallo stress sarebbe la morte.
Però se lo stimolo stressante agisce con particolare intensità e per periodi di tempo lunghi può condurre anche patologie serie.
La vita di tutti i giorni ci espone a molti stimoli e situazioni stressanti, ma anche il nostro modo di pensare, i nostri comportamenti e le nostre abitudini, come il sonno inadeguato, l’esercizio fisico limitato, l’alimentazione scorretta, possono incidere ulteriormente, aumentando lo stress e, di conseguenza, l’ansia.
Cosa si può fare nella nostra quotidianità per prevenire o per compensare periodi stressanti?
Praticare sport è fondamentale: produce endorfine, che sono antidepressivi naturali, ci mantiene in forma e mantiene in forma il nostro cervello. Inoltre sport praticati in compagnia ci mettono in relazione che gli altri e questo è un altro grande fattore protettivo contro lo stress.
Mangiare bene non serve solo a ricostituire le riserve energetiche e strutturali, ma anche a influenzare i sistemi di regolazione generale dell’organismo (sistema nervoso, immunitario, endocrino). Purtroppo la routine frenetica di tutti i giorni porta spesso le persone a consumare i pasti male e frettolosamente.
Coltivare il senso dell’umorismo e divertirsi in attività coinvolgenti compensa il malumore creatosi a lavoro o in altri contesti.
Dormire poco e male aumenta lo stress: il sonno contribuisce a ridurre i livelli di adrenalina e cortisolo, ovvero gli ormoni dello stress. Una corretta igiene del sonno, praticare tecniche di rilassamento specifiche possono accompagnare a un sonno qualitativamente migliore.
Altro aspetto è la corretta respirazione: respirare con un ritmo veloce, più di 12/13 cicli respiratori al minuto, o respirare troppo profondamente può creare uno squilibro tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue che può portare a sintomi che mimano quelli di una crisi d’ansia. Quindi, quando sentiamo che stiamo respirando male, troppo velocemente o facendo respirazioni molto profonde, dovremmo portare la respirazione consapevolmente a un ritmo più lento e regolare. La respirazione diaframmatica viene usata nei training di rilassamento.
Negli ultimi anni, per favorire il benessere generale della persona, promuovendo un approccio basato sulla prevenzione e sull’imparare a prendersi cura di sé stessi, vengono proposti, da istruttori qualificati, training basati sulla pratica di meditazione o Mindfulness.
Questa pratica può essere descritta come “la consapevolezza che emerge dal prestare attenzione di proposito, nel momento presente e in maniera non giudicante, allo scorrere dell’esperienza, momento dopo momento” (Kabat-zinn, 2003). Il Programma MBSR, (Mindfulness based stress reduction) messo a punto dal prof. Jon Kabat-Zinn presso la Medical School dell’ Università del Massachusetts, è sempre più al centro dell’interesse della ricerca scientifica in medicina, in psicoterapia, in ambito educativo e nelle neuroscienze.
Queste ultime hanno iniziato a studiare gli effetti della Mindfulness sul cervello dei praticanti attraverso l’ausilio delle moderne tecniche di brain imaging: le recenti evidenze scientifiche suggeriscono come la pratica costante possa indurre benefiche alterazioni strutturali nel sistema nervoso centrale.

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n. 10 / Dicembre 2017

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