La figura paterna nello sviluppo del Sé

La figura paterna nello sviluppo del Sé

Il suo ruolo nella crescita psicologica del bambino
Alcuni dimostrano capacità di provvedere anche a figli piccoli,
una consapevolezza sostiene la realtà del “padre partecipante”
di Ines Panessa

Simbolicamente rappresenta - nel sistema famiglia - colui che istituisce le regole e dunque rappresenta l’Istanza Morale. Freud parlava di Super Io ovvero di imperativo morale. Questa Istanza o codice morale è la base per la coscienza etico - sociale che guida il comportamento e sostanzia le relazioni interpersonali.In letteratura, spesso, ci si sofferma di più sulla relazione madre- bambino piuttosto che sul sistema triadico madre-padre–bambino, ancor meno ci si è interessati alla esclusiva relazione padre - figlio. Il padre resta figura marginale che fa il proprio ingresso in una fase successiva dello sviluppo del Sé del figlio.

Gli studi moderni rivalutano il ruolo del padre sin dalla nascita (importante già durante la gestazione), il padre influenza il clima familiare e incide sul benessere psicologico della madre.  E’ interessante domandarsi se esista un istinto paterno pari a quello materno o se la paternità sia un apprendimento successivo che insorge con la genitorialità e che si acquisisce con la cultura di appartenenza. Cosa accade quando un padre acquisisce un atteggiamento distanziante o rifiutante? Buona parte delle difficoltà relazionali ritrovano una connessione con una distanza affettiva dal padre, i bambini, in risposta al rifiuto da parte dei genitori, non solo tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, ma risultano anche più ostili e aggressivi nei confronti degli altri. Il dolore del rifiuto tende a ripresentarsi in età adulta, rendendo più difficile instaurare relazioni sicure e fiduciose con i loro partner.

La tendenza attuale sembra quasi delegare questa funzione alla scuola o alle istituzioni terze mentre la figura paterna si spoglia di questo ruolo, ciò non significa attribuire al padre una funzione autoritaria e punitiva depauperando il ruolo paterno della dimensione affettiva, ma significa valorizzare il ruolo paterno assegnando la funzione di guida nel mondo sociale. Alcuni padri dimostrano notevoli capacità di provvedere anche a figli molto piccoli. Le ipotesi generate si fondano sulla deprivazione attentiva e di accudimento e di come questa possa generare disturbi del comportamento o comportamento problematico del bambino che rappresenterebbe il tentativo di sollecitare una reazione in risposta alla mancanza di coinvolgimento del padre nell’interazione con il piccolo. Questa crescente consapevolezza sostiene la formazione del cosiddetto “padre partecipante”, cioè colui che si mostra capace di creare con i figli una relazione fondata sull’affettività e sulla condivisione.

Il padre è chiamato subito ad essere protagonista, assumendosi le responsabilità che comporta la funzione genitoriale, confrontandosi anche con il suo essere stato figlio  elaborando la relazione con il proprio padre. Questa consapevolezza favorisce il processo di separazione dalla madre e introduce il figlio ad un sano sviluppo del Sé attraverso il linguaggio logico, il pensiero razionale e il rispetto delle regole nelle relazioni sociali facilitando l’emancipazione dall’infanzia e il suo ingresso nel mondo adulto.

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n. 10 / Dicembre 2017

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