Pride, l’importanza di andare oltre le apparenze

Pride, l’importanza di andare oltre le apparenze

Il ‘punto’ sulla manifestazione, in attesa della parata del 4 luglio, a Foggia
Il fine dell’evento: celebrare le differenze ed affermare le ‘identità’

A cura degli psicologi
Tiziana Carella, psicologa e psicoterapeuta; Giovanni Papa e Claudia Girardi psicologi e specializzandi in psicoterapia


4 luglio 2015: Foggia Pride. Per prepararci a comprenderlo e a viverlo, proviamo a spiegarvi, al di là dei luoghi comuni, in cosa consiste e quali messaggi veicola questo evento che vedrà la nostra città principale protagonista del Puglia Pride.

Dunque, cos’è il Pride? Partiamo dalla sua storia. La nascita di manifestazioni legate al bisogno del riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali si colloca in un periodo storico - quello della fine degli anni ’60 - caratterizzato da un grande fermento culturale e sociale. Ai movimenti femministi, studenteschi, hippies di quegli anni si aggiungono le manifestazioni delle persone LGBT. Il denominatore comune era la necessità di creare un contesto aperto alle differenze.
Questo, dunque, è il senso della sua nascita, che prende il via da un fatto storico, noto come Moti di Stonewall. Nel giugno 1969, a Stonewall, la comunità omosessuale si sollevò contro la brutale chiusura, da parte della polizia di New York, di un locale gay, in seguito alla quale seguirono tre giorni di scontri caratterizzati da violenze.

In merito a quanto accaduto, il poeta della Beat Generation, Allen Ginsberg, si espresse con una frase pregnante: “I gay hanno perduto quel loro sguardo ferito”, alludendo alla nascita di un processo di liberazione dagli atteggiamenti vittimistici e di emarginazione che avevano caratterizzato le persone omosessuali sino a quel momento. A seguito dei moti di Stonewall, anche nel resto degli Stati Uniti ci furono manifestazioni che con il tempo assunsero le forme di quello che oggi è conosciuto come Pride.Questa manifestazione, nel corso degli anni, si è diffusa in modo capillare in tutta Italia fino ad arrivare ad un’onda pride che ha portato quasi ogni regione ad organizzare eventi di questo tipo.

Ma perché manifestare così apertamente? Uno degli stereotipi più comuni intende questa manifestazione come un atto di pura provocazione e di esibizionismo. In realtà, una prima risposta più critica e corretta a tale quesito, la si trova nelle parole della giornalista Jill Johnston la quale affermò, già nel lontano 1973, che “La parola chiave è come out (uscire fuori). Uscire fuori dal nascondiglio. Trovare la propria identità. Celebrare la propria sessualità”. Il termine Pride, tradotto comunemente in italiano con la parola “orgoglio”, ha generato numerosi equivoci poiché spesso è stato inteso come “superbia”. A tal proposito la traduzione più corretta è “fierezza” (ossia il contrario della vergogna), termine che rimanda più chiaramente all’idea di accettazione personale e liberazione da una condizione di emarginazione.
Il Pride è espressione dell’affermazione della complessità e degli infiniti intrecci tra le diverse aree dell’identità sessuale, da noi sottolineata negli articoli di questa rubrica.

Oggi, parlare di Pride significa, in maniera più vasta, celebrare le differenze ed esprimere i diritti civili comuni e non solo quelli di una minoranza. In sostanza significa celebrare apertamente la propria identità con dignità.
Difatti il movimento Lgbt, negli anni è andato esprimendo sempre più il bisogno di riconoscimento sul piano civile discostandosi dai cliché che continuano a identificare le persone omosessuali solo in base all’espressione della propria sessualità. Il 4 luglio si terrà a Foggia, per la prima volta, la parata finale del Puglia Pride 2015, evento conclusivo a seguito di due mesi, quelli di maggio e giugno, che vedono importanti iniziative promosse dalle associazioni Agedo e Arcigay. Tali momenti informativi e formativi si pongono l’obiettivo di promuovere una cultura delle differenze, all’interno della quale le persone possano rapportarsi ad esse in maniera libera e curiosa, senza quell’alone di paura spesso legata all’incontro con l’altro, diverso da noi. Come tali, esse possono essere un’occasione di crescita personale e sono rivolte all’intera cittadinanza. Il Pride è di tutti, di tutti coloro che credono in una società più giusta, che includa e valorizzi le differenze invece di emarginarle. Quindi, porta anche tu la tua differenza. Diceva Gregory Bateson “La saggezza è saper stare con la differenza senza voler eliminare la differenza”. Questa è la sfida, sei pronto a provarci?

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n. 10 / Dicembre 2017

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