Un viaggio nell’identità sessuale

Un viaggio nell’identità sessuale

Vogliamo partire provando a farvi fare un viaggio nell’ identità sessuale. La prima zona in cui ci addentriamo è quella del sesso biologico, determinato dai cromosomi (XX per le femmine, XY per i maschi), dagli ormoni (testosterone per i maschi, estrogeno e progesterone per le femmine), dai genitali interni ed esterni (pene e testicoli per i maschi, vulva, clitoride e vagina per le femmine). Una cosa scontata, vero?

Non proprio, perché oltre a chi nasce “femmina” e a chi nasce “maschio” c’è chi nasce con aspetti biologici di entrambi i sessi. Insomma, l’essere umano non è così scontato nemmeno al momento della nascita. Ecco la prima grande sfida che si potrebbe porre ad un genitore: a quale dei due sessi biologici decido di far appartenere mio figlio/mia figlia? Decido di operare mio/a figlio/a per uniformarlo alla divisione maschi/femmine o aspetto che i tempi siano per lui/lei più maturi per scegliere liberamente? E che destino questa persona avrà, se decido di non operarla subito, in un mondo che ragiona per dicotomie?

Proseguendo, approdiamo in una delicata zona popolata da persone nate “maschi” che si definiscono “maschi”, persone nate “femmine” che si definiscono “femmine”. E da persone che nate biologicamente maschi si sentono intimamente donne o che nate femmine si sentono intimamente uomini. Queste ultime si sentono combattute, osservano un’immagine di sé allo specchio che non è quella a cui sentono di appartenere. Non capiscono perché tutti continuino a chiamarla “Giulio” quando lei si sente “GiuliA”. Iniziano cure ormonali, psicoterapie, periodi di real life in cui “cimentarsi nei panni” del sesso cui sentono di appartenere. Ed eventualmente decidono anche di sottoporsi a interventi chirurgici per avere una vagina o avere un pene. E’ l’area dell’identità di genere, ossia l’identificazione profonda di sé come uomo o donna. L’identità di genere può coincidere con il sesso biologico oppure no. Nel secondo caso parliamo di persone transessuali che decidono di effettuare percorsi MtF (da uomo a donna) o FtM (da donna a uomo).

Il nostro viaggio continua e incontriamo persone che non ci stanno ad identificarsi totalmente negli atteggiamenti e nei comportamenti che la società in cui vivono assegna al genere maschile e al genere femminile. Stiamo toccando l’area del ruolo di genere. Se ci pensiamo la nostra società ha nel tempo assegnato comportamenti, atteggiamenti e anche ipotetici sentimenti che uomini e donne dovrebbero mettere in atto o provare. Chi non aderisce a ciò, non è un/una transessuale ma semplicemente si sente libero/a di potersi esprimere in base a ciò che sente, che la società lo ritenga opportuno o no.
Il nostro viaggio prosegue e approdiamo in una zona chiamata orientamento sessuale in cui le donne amano gli uomini, gli uomini amano le donne, gli uomini amano gli uomini, le donne amano le donne e addirittura alcune persone amano uomini e donne.

Le prime due categorie provano un’attrazione erotica e affettiva per persone del sesso opposto al proprio (eterosessuali); le successive due categorie per persone del proprio stesso sesso (omosessuali) e l’ultima categoria per entrambi i sessi (bisessuali). 
Ecco l’identità sessuale è data dall’interazione complessa e articolata di queste dimensioni, che si intrecciano tra di loro, nelle maniere più disparate e molteplici.

Questa rubrica sarà un viaggio nelle tematiche LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Viaggi con noi?

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n. 10 / Dicembre 2017

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