Busta arancione: proiezioni poco attendibili

Busta arancione: proiezioni poco attendibili

Simulazioni di calcolo del trattamento di pensione
Le variabili che possono incidere sul futuro assegno pensionistico
di Floredana Arnò

Sette milioni di lavoratori privati stanno per conoscere quale sarà il loro futuro pensionistico. La busta arancione inviata dall’Inps mette a disposizione un documento che contiene la simulazione di calcolo del probabile trattamento di pensione sulla base dei dati registrati sull’estratto conto e la proiezione dei contributi che mancano al raggiungimento dei requisiti previsti. La campagna riguarda in maniera graduale (circa 150 mila lettere al giorno) i lavoratori dipendenti del settore privato (compresi i domestici), i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coldiretti) ex Inpdai, iscritti alla gestione separata, i ferrovieri, e altri fondi speciali e agricoli, mentre ai dipendenti pubblici la comunicazione viene acclusa nella busta paga.

La busta arancione (dal colore del plico inviato ai cittadini svedesi già 20 anni fa) non è mai diventata realtà nel nostro Paese anche perché se da una parte consente all’assicurato di acquisire maggiore consapevolezza e trasparenza della propria situazione previdenziale, dall’altra le conseguenze non piacevoli potrebbero essere quelle di una diffusione di previsioni poco attendibili o, in prospettiva, di incassare una pensione inadeguata per garantirsi uno standard di vita più o meno analogo a quello tenuto durante gli anni di lavoro.

Il tasso di sostituzione. Con il termine “tasso di sostituzione” si intende il rapporto tra l’ultimo stipendio/reddito e il primo importo di pensione. Secondo stime dell’Inps circa il 60% degli assicurati sta per ricevere sorprese negative, ovvero chi ha effettuato versamenti modesti o ha versato contributi a singhiozzo potrebbe avere un tasso di sostituzione anche inferiore al 50%. I calcoli contenuti nella busta non sono precisi in quanto le variabili di cui tener conto sono tante: la carriera lavorativa dell’interessato; la crescita del suo reddito; l’andamento del Pil (Prodotto interno lordo) e dell’inflazione. Un’ulteriore incognita da valutare è data dal fatto che il montante contributivo accumulato dall’assicurato viene rivalutato ogni anno in base all’andamento quinquennale del Pil. La media degli ultimi 10 anni di incrementi quinquennali è stata dello 0,2%, cioè in frenata e questo perché l’economia del nostro Paese cresce poco e quindi può garantire solo magre pensioni. Il servizio on line dell’Inps “La mia pensione” ipotizza, invece, un aumento annuo del Pil dell’1,5% con la possibilità di scendere all’1% ma non più in basso.

Il Patronato per gli assicurati. E’ necessario fornire agli assicurati una strumentazione adeguata di consulenza sulla propria posizione e sulle misure da adottare. Esiste per questo un sistema di patronati, all’interno del quale 50&PiùEnasco opera da 50 anni – gratuitamente e su tutto il territorio nazionale – e permette ai lavoratori e pensionati di conoscere on line la situazione personale con la consultazione del proprio conto previdenziale, ma che in questa operazione così delicata non è stato coinvolto. E’ mancata una preventiva condivisione con l’Inps.

L’operazione in atto, comunque, comporta un’attività significativa per il patronato, quale: l’opportunità/necessità di segnalare e sistemare i periodi di contribuzione mancanti per cause diverse (non versamenti del datore di lavoro, contributi di vecchia data che non risultano nell’estratto conto); periodi di contribuzione figurativi non accreditati (foglio matricolare, disoccupazione, malattia, maternità, etc); importi retributivi e/o di reddito non corrispondenti ai valori effettivi; l’opportunità di ricevere una consulenza in merito alle possibili modalità e, fra queste, le più convenienti come il riscatto laurea, la regolarizzazione per omissione contributiva, il riscatto del lavoro all’estero; l’utilizzazione dei periodi contributivi accreditati in altre o più gestioni previdenziali come la ricongiunzione, il cumulo, la totalizzazione e il computo.

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n. 10 / Dicembre 2017

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