Dermopatie del piede in età pediatrica

Dermopatie del piede in età pediatrica

E’ sede della manifestazione di molte patologie cutanee.
Il ruolo del podologo nella gestione e nella cura dei sintomi.

Il piede del bambino presenta delle peculiarità rispetto a quello dell’adulto. La cute differisce sia dal punto di vista morfologico che funzionale. Gli strati epidermici sono ridotti di circa il 23% rispetto a quelli di un soggetto adulto. Differenze sostanziali sono apprezzabili anche nel contenuto e gestione dell’acqua e del grasso. La funzione melano-produttrice è assai scarsa alla nascita e la funzione barriera è ridotta probabilmente per un’immaturità della struttura cornea di superficie. Il piede è sede elettiva della manifestazione clinica di molte patologie cutanee sia congenite che acquisite. Tra le congenite possiamo citare le epidermolisi bollose, dove le proteine alterate comportano una diminuita adesione dermo-epidermica con conseguente formazione di bolle dopo traumi di varia entità. A livello del piede, il podologo può realizzare ortesi di scarico delle zone maggiormente sottoposte a stress e rivestirle con materiali dallo shore molto basso, inoltre può consigliare l’utilizzo di calzature che non abbiano punti particolari di frizione e pressione tra tomaia e cute. Le cheratodermie palmo plantari rappresentano un gruppo di patologie causate da anomalie di cheratinizzazione e che quindi hanno come sintomo un ispessimento notevole dello strato corneo nelle regioni palmo-plantari (in rari casi è stato descritto in altri siti), sia uniforme che diffuso a isolotti. Il trattamento è sintomatico. Il podologo può consigliare l’uso di creme che contengano principi attivi cheratolitici come urea o acido salicilico associato ad emollienti. L’escissione ipercheratosica a livello della regione plantare da sollievo al paziente. Le ortesi plantari sono di notevole aiuto per una corretta deambulazione. Anche malformazioni ossee congenite, come dita sotto o sovraddotte ad esempio, possono provocare lesioni cutanee a livello del piede. Queste deformità provocano la comparsa di ipercheratosi. Il podologo in questi casi può prevenire le manifestazioni cutanee grazie all’ortoplastia che, se effettuata prima che il piede del bambino si strutturi, è correttiva. Il bambino è soggetto di frequente a dermopatie cutanee acquisite in seguito a infezioni da microorganismi come miceti (onicomicosi, il piede d’atleta), batteri (cheratolisi) o virus (verruche). Nel trattamento delle micosi, cutanee e ungueali, il podologo deve consigliare al paziente un esame microscopico e colturale, per verificare o meno la presenza dell’agente patogeno. Inoltre può consigliare l’applicazione topica di un antimicotico. La cheratolisi è una dermatosi da infezione batterica. Ha diverse espressioni cliniche. Vengono risolte con un trattamento antibiotico locale. Molto frequentemente arrivano all’attenzione del podologo essendo localizzate prevalentemente nelle zone di appoggio. Per evitare recidive, è utile consigliare ortesi plantari rivestite con materiali traspiranti e batteriostatici. La verruca colpisce più frequentemente i bambini e i giovani adulti. Il contagio spesso avviene in seguito a frequentazione di ambienti promiscui e a causa di basse difese immunitarie del soggetto affetto. Il trattamento podologico della verruca si basa principalmente sull’applicazione di un composto chimico, l’acido nitrico fumante (HNO3). La cura ha una durata variabile e consta di varie sedute di trattamento. Il ruolo di sentinella sul territorio si esplicita in numerosissime altre patologie, come per esempio nelle malattie come la mani-piedi-bocca o la giannotti e crosti, nelle facomatosi (neurofibromatosi, sclerosi tuberosa, nelle acro pustolosi, ittiosi, e in tutte quelle patologie su base genetica ma che si esprimono solo secondariamente alla sovrapposizione di altri fattori.

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n. 10 / Dicembre 2017

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