S.O.S Piede Reumatico

S.O.S Piede Reumatico

Si racchiudono sotto il nome di malattie reumatiche tutte quelle condizioni patologiche che ledono il tessuto connettivo e l’apparato locomotore. Il piede è una sede elettiva per la manifestazione di queste malattie.
Il primo ruolo del podologo nel piede reumatico è sicuramente quello di individuare la sospetta condizione patologica e inviare subito il paziente dallo specialista per un approfondimento diagnostico così da poter tracciare insieme il più corretto intervento terapeutico.
Una volta diagnosticata la patologia, gli obiettivi del podologo sono prevenire (e comunque ritardare) le deformità ossee, curare e preservare l’integrità della cute e ristabilire (o comunque mantenere) la funzione del piede, sia muscolare che articolare.
Il tutto per ridurre la sintomatologia dolorosa.
In corso di artrite reumatoide, ad esempio, la componente sensitiva della cute del piede è coinvolta sia nella formazione di callosità che nell’infiammazione della cute e sottocute. I continui stimoli meccanici sollecitano i terminali nervosi che vanno incontro ad un’iperattivazione. Da qui parte una serie di reazioni che stimola il processo infiammatorio che, da una parte accelera la velocità di riproduzione di cheratinociti (e quindi la formazione di callosità) e dall’altra può causare l’erosione di strutture sinoviali e cartilagini articolari.
Il podologo può agire in vari modi. Oltre alla rimozione della callosità, deve cercare di ridurre gli stimoli meccanici a livello del distretto interessato. Può fare questo tramite la realizzazione di ortesi in silicone e inoltre prescrivere una terapia topica antinfiammatoria per neutralizzare lo stato di iper-reattività cutanea (che però potrebbe continuare a essere in uno stato parafisiologico).
Dicevamo che è importante preservare la funzione delle strutture articolari e muscolari del piede. Se la malattia è presa precocemente, è addirittura possibile limitare i danni degenerativi, le deformità, l’insufficienza muscolare e capsulo-legamentosa, tipici segni di molte patologie reumatiche.
Un’articolazione che lavora rispettando i suoi assi fisiologici, è un’articolazione che tende meno ad usura. A maggior ragione, in corso di reumatismi è importante usare, già delle prime fasi della malattia, tutori, ortesi e scarpe che limitino i movimenti sbagliati, ripristinino la naturale morfologia articolare e che correggano l’anomala posizione delle strutture sottoutanee.
Indispensabili plantari che diano stabilità, propulsione e distribuzione equa dei carichi, poiché riducono le forze compressive sulla cute, evitando così formazione di callosità o altre lesioni e inoltre permettono che le strutture sottocutanee lavorino nella maniera più fisiologica possibile. Il tutto ovviamente deve essere associato a terapie mediche, farmacologiche, massoterapiche.
Quando il danno è già instaurato, è comunque necessario proteggere le articolazioni usano scarpe adatte, ortesi e tutori e continuare con la fisiokinesiterapia e con i farmaci.
Ancora una volta è indispensabile una strettissima collaborazione tra le varie figure sanitarie. Il compito finale del podologo è quello di garantire anche al piede reumatico un appoggio meno doloroso possibile, mantenere una buona propulsione e un buon controllo delle forze squilibranti.

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n. 10 / Dicembre 2017

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