Anche i piedi… invecchiano

Anche i piedi… invecchiano

Con l’avanzare dell’età, le cellule naturalmente invecchiano, svolgendo le loro funzioni più lentamente e in maniera meno efficace. Vediamo come il piede viene coinvolto nel processo d’invecchiamento e come fare a prevenire o compensare diverse problematiche. I muscoli diventano meno trofici e potenti. Dopo i 40 anni inizia un lento declino neuromotorio e nell’anziano la sintesi proteica muscolare si riduce del 30%.

Cosa fare a questo punto? La cosa migliore è fare attività fisica, proprio per stimolare il muscolo. Con l’attività fisica migliorano tutti i distretti. Infatti, essendo il muscolo ancorato all’osso, la sua attività mette in movimento anche le cellule del periostio, attivando quindi i processi di rigenerazione ossea. Il movimento, inoltre, fa sì che vene e arterie lavorino di più e meglio. Logicamente, il movimento contrasta anche l’obesità che sarebbe deleteria soprattutto nell’anziano. Infatti, oltre a essere considerata una vera e propria patologia, è sicuramente un fattore di rischio per molte malattie dismetaboliche e non. C’è da tener presente che il tessuto adiposo bianco produce delle citochine che causano infiammazione, negativa per tutti i distretti. Il piede è la seconda pompa venosa, in ordine di importanza, dopo il cuore. A livello plantare è presente la soletta di Lejar che favorisce il ritorno venoso.

Il cammino mette in moto tutto l’apparato muscolo-scheletrico, e con esso, anche il sistema circolatorio. In caso di gravi neuropatie o patologie è sempre il caso di parlarne con il medico prima di intraprendere una qualsiasi attività fisica. Anche le ossa e le articolazioni peggiorano. L’artrosi, degenerazione delle cartilagini articolari, è molto frequente negli anziani, soprattutto nelle donne. Il piede è una sede elettiva di questa patologia. Ad oggi, agiamo molto sulla prevenzione. È altissima la percentuale di gente che assume calcio e/o vitamina D3. Molto importante è, però, cercare di preservare al meglio le articolazioni. È possibile? Si. Un’articolazione che lavora male, per un difetto anatomico, per un vizio posturale, per delle scarpe sbagliate di cui si fa uso, tende a degenerare molto più rapidamente. Un piede, una caviglia, un ginocchio e tutte le strutture a salire, se lavorano bene, con i giusti angoli, tenderanno a usurarsi più lentamente. Nemmeno pelle e tessuti molli sono esclusi dall’invecchiamento. Parlando di piede, i tessuti molli non sono più elastici e quindi non assorbono più gli urti in maniera efficace, diventando deficitari nella loro funzione di protezione di strutture profonde e capsule. La pelle diventa più sottile, meno elastica e quindi tende a formare più callosità.

Le unghie diventano più spesse, cambiano colore. Diventa fondamentale una visita podologico almeno 3 volte l’anno. Un corretto stile di vita, una corretta alimentazione, il sottoporsi a screening e a visite di controllo periodiche, l’utilizzo di scarpe comode sono i primi passi per contenere gli effetti dell’invecchiamento. Ippocrate diceva che camminare è la migliore medicina. Lo diceva 2000 anni fa. È valido ancora oggi. Il piede è un organo estremamente complesso e delicato. Le sue strutture devono sempre lavorare in armonia e coordinazione. Nonostante l’invecchiamento sia inesorabile, è nostro compito preservare i nostri piedi e tutto il nostro corpo.

Graziana Muti

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n. 10 / Dicembre 2017

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