S.O.S. Alluce valgo

S.O.S. Alluce valgo

Ne soffrono soprattutto le donne, in età adulta
Esistono vari fattori predisponenti a questa patologia. Non sono da sottovalutare, tra i fattori, le calzature
di Graziana Muti


L’alluce valgo è caratterizzato dall’adduzione del primo osso metatarsale (si allontana dagli altri raggi) e dalla deviazione laterale dell’alluce (si avvicina alle altre dita). Perché proprio l’alluce? E perché è una patologia così diffusa? Perché l’alluce, soggetto a stabilizzazioni sia di origine capsulo-legamentosa che dinamiche (muscolari), interviene nei meccanismi che riguardano il movimento che, se è alterato e scompensato, ha conseguenze sull’alluce. L’alluce valgo si presenta prevalentemente nelle donne adulte, nonostante ci sia anche una forma di deformità congenita. Esistono vari fattori predisponenti a questa patologia: l’ereditarietà sicuramente gioca un ruolo importante. Ma anche fattori come l’eccessiva pronazione del piede (la tendenza a ruotare il piede verso l’interno), l’instabilità articolare, la lassità legamentosa, vizi posturali possono causare, o comunque favorire, la deformità. Non sono da sottovalutare fattri esterni come le calzature: infatti il 33% delle persone calzate soffre di alluce valgo e solo l’1.9% di quelle non calzate.

Una conseguenza precoce dell’alluce valgo è la borsite. Tra l’articolazione e la pelle ci sono una guaina mucosa e una borsa sierosa. Questa si infiamma a causa del continuo sfregamento con la scarpa. Un’altra conseguenza è l’ipercheratosi plantare a livello della II, III, IV testa proprio per compensare il deficit del primo metatarso, che funzionalmente si alza (dorsi flette) e quindi non svolge più correttamente il suo compito e lo scarica sui metatarsi laterali che però anatomicamente non sono idonei a svolgere determinate funzioni. Nei casi più avanzati, c’è una griffe del II dito e la sua sovrapposizione sull’alluce. Si può arrivare perfino a una lussazione parziale o totale del II dito.

È curabile? La risposta è molto articolata. Quando si arriva ad uno stadio avanzato della deformità, l’unico modo per eliminare il problema è la chirurgia. Ad oggi esistono interventi poco invasivi, ma comunque risolutivi. Anche i fenomeni di rigidità successivi all’intervento sono sempre meno frequenti e il tasso di recidiva, seppur non trascurabile, è basso. Nonostante l’intervento sia l’unica soluzione definitiva, esistono anche altri modi per rallentare il processo di deformità o comunque per compensarne i difetti biomeccanici. Abbiamo detto che, nella maggior parte dei casi l’alluce valgo è l’espressione di un quadro di eccessiva pronazione e di instabilità articolare. È possibile controllare questi processi. Esercizi mirati consigliati da fisiatri, ortopedici, reumatologi e podologi, ad esempio, possono rinforzare muscoli altrimenti poco attivi.

Un plantare invece, può diminuire la pronazione e tutto ciò che essa comporta. In più può ridistribuire i carichi a livello della pianta del piede eliminando i fastidi causati dalle callosità. L’invito è sempre quello di affidarvi al professionista competente per una corretta valutazione del caso, così da poter tracciare le linee di un corretto iter terapeutico.


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n. 10 / Dicembre 2017

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