Podologo: è ora  di fare chiarezza

Podologo: è ora di fare chiarezza

Viene confuso con i vecchi callisti o pedicuristi
È la figura sanitaria che ha esclusive competenze sui disturbi del piede - di Graziana Muti

Il piede è sempre più spesso sede di vari disturbi come callosità, unghie distrofiche o incarnite. La figura sanitaria che ha le esclusive competenze per curare questi fastidi è il podologo. Al giorno d’oggi, il podologo è ancora un personaggio misconosciuto, confuso con i vecchi callisti o con estetiste/pedicuristi. Facciamo un po’ di chiarezza. Il podologo è il professionista che, in possesso della laurea abilitante, tratta direttamente ipercheratosi, unghie deformi, incarnite o più in generale, il piede doloroso. Con la sua formazione garantisce un trattamento efficace e in tutta sicurezza del paziente, utilizzando solo materiali che seguono le procedure standardizzate di sterilizzazione.

Il podologo avendo l’obbligo sia deontologico che legislativo di utilizzare queste procedure, rispetta le normative per la sicurezza igienico-sanitaria richieste dal Ministero della Salute. Il podologo inoltre previene e cura le infezioni di unghie e cute del piede come micosi e infezioni batteriche. Si occupa delle verruche, curandole in maniera incruenta, senza bisturi, anestesie né cicatrici. A volte, deformità articolari del piede anche minime, causate o da una cattiva postura o da eredità genetiche, possono portare infiammazione, dolore, formazione di fastidiose callosità. Quando queste compaiono a livello interdigitale avremo l’heloma molle, meglio conosciuto come occhio di pernice. Ma potrebbero esserci piccole ipercheratosi anche a livello dorsale o apicale delle dita. Oltre all’escissione di tali formazioni, il podologo realizza piccole ortesi in silicone su misura, pratiche ed efficaci. Quando invece le placche di callosità insorgono a livello plantare (non è raro trovare tilomi, cioè punti sottoposti a massima pressione in cui il callo, moltondoloroso, cresce verso l’interno e non verso l’esterno), oltre alla rimozione manuale, si può procedere a un’indagine biomeccanica e alla realizzazione di un plantare.

Nella sua sfera di competenze, infatti, rientra la produzione di ortesi plantari biomeccaniche e propriocettive. Sempre previo esame obiettivo (anamnesi,sintomatologia dolorosa, mobilità articolare di piede e caviglia) , effettua visite del piede in ambito posturale, sia con mezzi clinici che strumentali, avvalendosi di pedana baropodometrica e podoscopio. Il podologo funge anche da sentinella sul territorio per lo screening e la prevenzione delle complicanze podaliche legate al diabete. Rientra infatti nel team di specialisti multidisciplinari di cui oggi tanto si sente parlare. E, quando la prevenzione non basta, il podologo medica le ulcere plantari e realizza, una volta terminata la fase acuta, plantari di scarico. Non è solo attivo nella lotta contro il diabete. Infatti il podologo individua e segnala al medico specialista le sospette condizioni patologiche che necessitano di un approfondimento diagnostico o di un intervento terapeutico. Per qualsiasi problematica dei vostri piedi, non affidatevi a personale non qualificato. Non è raro infatti trovare in studi di estetica chi dice di praticare la podologia, ma il podologo può lavorare solo in strutture sanitarie pubbliche o private e effettua visite a domicilio per persone non autosufficienti. La podologia è una disciplina universitaria: chi la pratica senza aver conseguito la laurea universitaria abilitante è reo di abusivismo.

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n. 10 / Dicembre 2017

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