“Vi racconto Umberto Giordano, l’uomo e il Maestro”

“Vi racconto Umberto Giordano, l’uomo e il Maestro”

Di Umberto Giordano - il musicista, l’uomo, il personaggio - conosce praticamente tutto. Vita, morte e miracoli, si direbbe. E anche qualcosina in più, tra gli aneddoti della sua carriera e le luci e le ombre della sua vita privata. Pagine gustosissime, alla stregua di una soap-opera. Quello di Carmen Battiante per il Maestro è un “amore tardivo”, sbocciato nel 2008 e che in una manciata di anni ha portato frutti preziosissimi per tutta la città: come l’esperienza su ‘Mese Mariano’ - che ha coinvolto circa 100 studenti delle scuole medie che fischiettavano il bozzetto lirico come le hit del momento - o la pubblicazione dei ‘Diari’ di Giordano.

Direttore artistico della Fondazione “Musicalia” e docente di Pedagogia e psicologia della musica, il Maestro Battiante è prossima ormai alla conclusione della trilogia di volumi dei Diario di Umberto Giordano; dell’autore di Andrea Chénier e Fedora ha raccolto cimeli in giro per il mondo. Circa duecento fino ad ora, ma la lista - lo lascia intendere - è destinata ancora a crescere. “Ho iniziato ad acquistare tutto ciò che riguardasse Giordano senza rendermene nemmeno conto”, spiega. “Ho anche alcuni doppioni, nel caso in cui dovessi fare uno scambio con altri collezionisti”. Tra i pezzi più interessanti - oltre a libretti e spartiti a stampa dei primi del Novecento – vi è un vecchissimo 78 giri acquistato in Uruguay nel quale chi è dotato di un grammofono può ascoltare la grazia di Giordano al pianoforte. Oppure, dei calendarietti da barbiere degli anni Trenta che riportano le illustrazioni delle sue opere più note e una riduzione fotografica del film ‘Fedora’ (non l’opera), ma in lingua slava, tratto dal dramma di Victorien Sardou che vedeva, tra gli interpreti, Amedeo Nazzari recitare sulle musiche di Umberto Giordano. “Sì, perché Giordano era un uomo modernissimo e dai mille interessi. Adorava Walt Disney, che considerava un genio, si interessava di fotografia e, ad un certo punto della sua vita, si interessa anche al cinema”, spiega Battiante.

Quante sorprese dietro un nome ed un busto, in una città nella quale tutto porta il suo nome, ma ciò che manca è la sua essenza. Ovvero la sua musica. In una conversazione lunga un paio di ore circa, Carmen Battiante definisce almeno cinque volte la sua attività “una missione”, ovvero quella di riscattare il Maestro e portare la sua musica nella sua città e in giro per l’Italia, dove le suo opere sembrano ormai dimenticate. D’intesa con il Comune di Foggia e la Fondazione Banca del Monte ha avviato - a titolo totalmente gratuito - il progetto editoriale relativo ai diari autografi di Umberto Giordano, dal 1926 al 1947, 17 volumi che furono acquistati dall’amministrazione Agostinacchio dopo una combattuta asta di vendita battuta dalla casa Christie’s di Londra. I primi due volumi sono stati dati alle stampe, il terzo (ed ultimo) è prossimo alla pubblicazione. In questo modo, Battiante ha ricostruito e mappato la vita di Giordano, scoprendone tratti altrimenti sconosciuti. “I suoi rapporti con gli intellettuali dell’epoca, i suoi continui sold-out al Teatro alla Scala di Milano, la sua personalità complessa, a tratti spigolosa, ma di certo diretta e senza filtri”. Un rapporto che si è consolidato nel tempo, pagina dopo pagina, al punto da riuscire a riconoscere lo stato d’animo del compositore dal solo tratto della penna, per poi volerlo giustificare, come si fa per un amico caro: “Era un uomo molto umorale”.

Sulla riapertura del Teatro Comunale non può che dirsi felice. “E’ un momento importante per tutta la città e sono felice che la sua riapertura sia affidata alla musica e al Maestro Riccardo Muti”, spiega. Come a voler scorgere in questo tratto un segno positivo. “Certo mi dispiace non poter partecipare a questo evento, non avendo avuto possibilità di acquistare i biglietti (esauriti in poche ore) come gran parte dei foggiani - sottolinea con un sorriso sarcastico e, forse, una punta di risentimento - ma apprezzo la scelta di qualità. Un solo appunto mi viene naturale fare: peccato che non sia stato inserito - per quanto ne sappia - un omaggio a Giordano nel repertorio. Il nostro Maestro, ne sono certa, ne sarebbe arrabbiatissimo”.

Maria Grazia Frisaldi

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n. 10 / Dicembre 2017

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