Simona Rosito, la regina della Paulownia

Simona Rosito, la regina della Paulownia

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Dalla Capitanata arriva l’albero in provetta che ripopolerà i boschi d’Italia
Con la FutureGreen colonizza il Paese con gli arbusti “salva-ambiente”

Il progetto è ancora in fieri, ma chi lo ha seguito sin dal principio non può non apprezzarne la crescita. O meglio, la metamorfosi: da brevetto di carta ad alberi in provetta, fino a diventare veri e propri arbusti di una cultivar prodigiosa e perfezionata in laboratorio, in grado di risolvere gli annosi problemi legati alla deforestazione, al dissesto idrogeologico, all’inquinamento ambientale. Tutto grazie ad un albero ‘speciale’ perché nato in provetta e al coraggio di una giovane imprenditrice che crede - fortemente e senza riserve - nella green economy. Stiamo parlando della Paulownia, l’Albero della Principessa, sul quale ha scommesso tutto Simona Rosito, 38 anni, amministratrice unica della FutureGreen, azienda leader nel settore delle energie rinnovabili. Un progetto ambizioso, che da San Paolo di Civitate, nel Foggiano, sta conquistando l’intero Paese grazie al brevetto “Clone Paulownia”, acquisito in esclusiva dai laboratori di ricerca dell’Università Europea. Ad illustrare le meraviglie della Paulownia è la stessa Rosito, corrispondente culturale per l’Italia dal “Mediterranea Academy of Culture Tourism and Trade Malta”, membro dell’esecutivo dei Giovani Industriali di Capitanata, membro del Comitato regionale Ambiente Senior Confindustria Puglia e del Comitato Energia e Ambiente GI Nazionale ed Esecutivo Nazionale Fare Ambiente.

Dott.ssa Rosito come si è avvicinata a questo settore? Con quali difficoltà di inserimento?
Tutto è partito dall’esperienza maturata nella azienda di famiglia, attraverso studi specifici su brevetti e processi relativi alle biomasse. In questo modo, sono venuta a conoscenza del “Clone Paulownia” e delle sue straordinarie caratteristiche. L’avvio del progetto non è stato assolutamente semplice, soprattutto in termini di inserimento dello stesso nel settore agricolo e, nella fattispecie, di cultura della coltivazione di boschi, nella lavorazione del legno pregiato, nel progetto di filiera corta, nelle qualità della pianta per la produzione di energia. Ma oggi posso ritenermi soddisfatta, e questo grazie a quanti hanno sostenuto l’idea, soprattutto gli imprenditori agricoli che hanno consentito la prima realizzazione di filiere di legno pregiato e produzione di energia pulita.

Tutto il progetto ruota attorno al brevetto Clone Paulownia. Quali sono le caratteristiche che rendono questa cultivar diversa da tutte le altre?
Attraverso la micropropagazione, è stato ottenuto un clone che racchiude le migliori caratteristiche genetiche di diverse cultivar: il ridotto apporto idrico, la rapida crescita, le dimensioni della foglie. In questo modo è possibile recuperare ‘alluminio di legno’ per l’industria nautica o del mobile senza impoverire i nostri ‘polmoni verdi’ e senza privare il terreno degli apparati fittonanti che, trattenendolo, lo proteggono dai rischi del dissesto idrogeologico.

Come è stata accolta in Capitanata e nel resto d’Italia la Paulownia?
La Paulownia è stata accolta molto bene in Capitanata e nel resto d’Italia. In provincia di Foggia sono già presenti 80 ettari di Paulownia e si aspira, attraverso gli imprenditori, a raggiungere 300 ettari, per la produzione in loco di legno pregiato. Nel resto d’Italia abbiamo puntato prima alla valorizzazione dei soggetti della filiera e poi all’attivazione della stessa con la messa a dimora della pianta. Tra le regioni più operative, vi sono la Calabria, il resto della Puglia, Abruzzo, Campania, Basilicata, Toscana, Piemonte, Sicilia e Sardegna. In tutta l’Italia la Paulownia copre circa 200 ettari: le più grandi messe a dimora sono ad un anno dalla piantumazione e a cinque mesi dal taglio tecnico.

In chiusura, qual è la mission della FutureGreen Paulownia?
Ce n’è più di una: salvaguardare l’ambiente, incentrando l’attenzione sulla deforestazione, contrastare il dissesto idrogeologico e contribuire alla diminuzione dei livelli di Co2. In tal modo, il secondo obiettivo diventa quello di creare mini-filiere corte che contribuiscano alla realizzazione a rapido accrescimento di boschi che producono in breve tempo legno pregiato e approvvigionamento della materia prima per le biomasse. Filiera dunque del legno, energia, biomasse.

Maria Grazia Frisaldi

Commenti

massimo ha scritto:
Aug. 4, 2015

Simona e' una persona da stimare tantissimo.....Una persona realmente speciale......E' gia' il futuro........ In bocca al lupo!

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n. 10 / Dicembre 2017

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