I talenti Unifg conquistano Monaco di Baviera

I talenti Unifg conquistano Monaco di Baviera

Il cancro ai polmoni diagnosticato dal respiro? Un successo “in rosa”
La prof.ssa Maria Pia Foschino e la ricercatrice Giovanna Carpagnano illustrano i risultati della ricerca che ha convinto la comunità scientifica

Altro che cervelli in fuga. Altro che intelletti e talenti dispersi. L’Università di Foggia tiene strette a sé quelle professionalità che sono il motore immobile dell’attività dell’ateneo in generale, e dell’azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia in particolare.

Nel caso specifico, parliamo della professoressa Maria Pia Foschino (direttore della Struttura complessa di malattie dell’apparato respiratorio dell’Azienda ospedaliero universitaria OO.RR., e direttore del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Foggia) e del suo gruppo di ricerca coordinato dalla dottoressa Giovanna Elisiana Carpagnano, front-woman dell’ennesimo successo in materia di ricerca scientifica. Da semplice partecipante, la ricercatrice Carpagnano si è, infatti, rivelata l’assoluta protagonista di una delle sessioni di lavoro del congresso della Società europea di malattie dell’apparto respiratorio, svoltosi a Monaco di Baviera, dove ha presentato i risultati preliminari di uno studio relativo alla valutazione della temperatura del respiro misurata per la prima volta in pazienti con tumore del polmone; studio che sarà presto oggetto di una conferenza internazionale sulle possibili prospettive.

Dottoressa Carpagnano, da quale intuizione parte questa ricerca e in che modo sono stati raccolti i primi dati?
Lo studio nasce dall’ipotesi che sia l’infiammazione che la neoangiogenesi - momenti importanti nella storia naturale del tumore del polmone - determinino un aumento della temperatura. Qualche anno fa è stato brevettato un termometro di ultimissima generazione (Xhalo), in grado di misurare la temperatura espirata dai pazienti. Questa indagine è stata applicata ai pazienti asmatici e affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva nei quali la temperatura espirata risultava più alta rispetto a quella dei soggetti sani. Per la prima volta, il gruppo di ricerca della Cattedra di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università di Foggia, diretto dalla prof.ssa Foschino, ha voluto studiare la temperatura espirata anche nei soggetti con tumore del polmone trovandola, come atteso, elevata.

Prof.ssa Foschino, ovviamente parliamo di dati preliminari e la metodica necessita di standardizzazione e di validazione. Quali saranno i prossimi step e quali orizzonti potrebbero schiudersi in caso di esito positivo?
I dati sono assolutamente preliminari ottenuti con uno studio pilota su piccoli numeri. Le attese su questa metodica tuttavia sono grandi e per questo motivo al momento stiamo cercando di validare la misura della temperatura esalata su un ampio numero (1000 almeno) di soggetti sani, volendo definire con esattezza innanzitutto il valore di normalità e eventuali variazioni legate al sesso, all’età, al fumo di sigaretta.

Dott.ssa Carpagnano, si aspettava un tale interesse da parte della comunità scientifica? Qual è stata la sua reazione dal punto di vista professionale e personale?
Sicuramente non mi aspettavo tanto interesse né da parte della comunità scientifica che si è mostrata particolarmente attenta ai nostri risultati, né da parte dei media. Sono molto felice di questo successo professionale ma anche personale. Sono una mamma e dimostrare alla comunità come sia possibile conciliare la vita personale con quella professionale è per me un doppio successo.

Prof.ssa Foschino, al centro di tutto c’è lo Xhalo, strumento brevettato per misurare la temperatura dell’aria espirata. Con quali vantaggi per i pazienti e per le aziende ospedaliere?
La misura della temperatura esalata con questo strumento ha numerosi vantaggi, specie se si considera la completa non invasività e la semplicità dell’esame. I pazienti si sottopongono volentieri all’esame che non prevede sforzi e richiede solo un paio di minuti. Al momento la misura delle temperatura espirata non ha applicabilità clinica e quindi reali vantaggi potranno derivare solo dalla standardizzazione della metodica.

Dott.ssa Carpagnano ha scelto una strada professionale non semplice e spesso poco gratificante. Quali urgenze la spingono ad andare avanti in un’attività così totalizzante?
Amo il mio lavoro, come medico e ricercatrice. La strada certo non è semplice ma quando si lavora con entusiasmo e la mattina ci si sveglia felici tutto appare più facile.

Maria Grazia Frisaldi

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf