Federica e le sue “marachelle di carta”

Federica e le sue “marachelle di carta”

6Donna intervista la protagonista del fumetto di Umberto Romaniello. La sua piccola morale: “Se voi grandi riusciste a guardare il mondo con gli occhi di un bimbo vi accorgereste di quante fesserie fate…”

Capelli ricci neri, occhi grandi e spalancati sul mondo e una irresistibile vena impertinente. Lei è Federica, la piccola star del fumetto “Federica e le sue marachelle” e, di fatto, è nata due volte: come figlia reale-musa ispiratrice e come protagonista delle marachelle di carta narrate nelle strip di Umberto Romaniello, illustratore e vignettista satirico foggiano. Federica è una bimba di cinque anni, vezzosa quanto basta e dalla curiosità disarmante. Appartiene ai piccoli ma ragiona da grande: insomma, una pulce con la tosse, anche se Romaniello preferisce descriverla, più semplicemente, come una bimba vivace, fonte inesauribile di avventure. Pur di conoscerla meglio, 6Donna intervista per la prima volta un fumetto…
Federica sei soddisfatta di come ti ha immaginata il tuo creatore?
Tutto sommato sì: ho sempre dei vestitini bellissimi e parecchio fashion. Certo avrei voluto anch’io delle scarpette col tacco come quelle di mia madre, ma dopo l’ultimo ruzzolone credo che me le possa proprio scordare. Incidente che - pare - sia capitato anche alla Federica in carne e ossa, una simpatica bimba che penso debba somigliarmi davvero tanto, almeno in quanto a sbucciature di ginocchia.
Sei diventata l’emblema di quello sguardo pulito sul mondo, tipico dei bambini. Non credi che Romaniello ti abbia caricato di un fardello troppo grande per la tua età?
Boh!? Non so se si tratta di un “coso”, un “fardello”, come dici tu. Io dico sempre la mia, poi se in questo ci leggete qualcosa di buono non l’ho fatto apposta. Se voi grandi riusciste a guardare il mondo con gli occhi di un bimbo vi accorgereste di quante fesserie fate. In realtà, non credo siate poi tanto maturi!
In molti ti hanno associata alla Mafalda di Quino. Cosa ne pensi di questo parallelo?
Così mi fai arrossire… sono assai lusingata di questo paragone. Sono sicura che io e Mafalda saremmo diventate amiche per la pelle e magari avremmo costituito persino un sindacato autonomo per la salvaguardia del futuro dei bimbi del mondo. Penso che di questa cosa sia parecchio orgoglioso anche il mio creatore, ma non dirgli che te l’ho detta io…
Mafalda ha 50 anni suonati e la stessa frangetta di sempre. E Federica? Diventerà mai grande?
Sicuramente no. Ho la fortuna di essere un fumetto e la giovinezza è prevista da contratto.
Dove e come sarà possibile continuare a seguire le tue avventure?
Al momento ci sono diverse cose che bollono in pentola. Di sicuro sarà possibile continuare a leggermi in rete sul mio blog (http://lemarachelledifederica.blogspot.it/) e su Buduàr (www.buduar.it), un simpaticissimo mensile di umorismo su cui fanno passerella tanti grandi autori.
Quali sono i progetti per il futuro di Federica e del suo creatore?
Sto valutando diverse proposte. La mostra realizzata in Biblioteca ha avuto davvero un grandissimo successo e c’è una collaborazione con Emergency nazionale di cui sono davvero fiera. Tutto questo in attesa della realizzazione di una prima raccolta di strip su cui però sto già lavorando. Insomma, è tutto molto in progress e la cosa mi diverte tanto. Non ho fretta.    
m.g.f.


Umberto Romaniello
Illustratore e vignettista satirico foggiano, classe 1974, con tanti capelli bianchi. Cresciuto a pane e SuperGulp, disegna fin da quando era piccino ma le prime vere caricature ha cominciato a farle sui muri del cortile dove giocava con i compagnucci di quartiere. E’ possibile trovare le sue vignette ormai dappertutto: dagli autogrill ad alcune testate nazionali. Collabora ed ha collaborato in passato con diversi quotidiani nazionali e riviste umoristiche. Tra i tanti: il Riso degli Angeli (Corriere della Sera), Inserto Satirico, Mamma! di Kanjano, Biani e Gubitosa, Buduàr di Dino Aloi e Alessandro Prevosto, il Blog di Sabina Guzzanti, Liberazione, il Fatto Quotidiano (Misfatto), il Vernacoliere, Pubblico (Yanez) e Repubblica Bari, oltre a numerosi altri siti satirici sparsi per la rete ed alcune testate locali.

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n. 10 / Dicembre 2017

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