Tutto il mistero delle danze orientali

Tutto il mistero delle danze orientali

Come un fulmine a ciel sereno, una notizia che spiazza e mette in discussione decenni di falsi miti, sostenuti dalla migliore cinematografia e letteratura di sempre. Mai fidarsi delle apparenze, insomma: “Le danze orientali - per intenderci, la danza del ventre - sono nate dalle donne per le donne”. Ada Santamaria, istruttrice federale di Discipline Musicali, danzatrice e coreografa è semplice e diretta e, sull’argomento, non lascia spazio a dubbi o ombre. “E’ un falso mito quello secondo il quale la danza orientale sia nata per allietare gli uomini”, precisa Ada, danzatrice raffinata nei gesti e nelle movenze, ed elegante nella scelta di costumi e coreografie.
“Solo nei primi del Novecento questo tipo di cultura viene ‘occidentalizzata’ in forma di cabaret, con tanto di lustrini e paillettes, attraendo per i movimenti sinuosi del bacino soprattutto il pubblico maschile”. Si tratta, infatti, di una tradizione antichissima nata come danza di culto della dea Iside o Ishtar: i movimenti rotatori e sinuosi (tecnicamente detti “otto”) riprendono gli antichi significati della fertilità e della prosperità legati alla dea Madre e che vedono il ventre della donna come luogo simbolo per eccellenza.
“Ma la ‘pancia’ è anche la sede del nostro secondo cervello, quello emozionale, e questo tipo di lavoro può riservare straordinari benefici a livello psico-fisico”. Ada, infatti, - che si è avvicinata alla danza a 20 anni e da allora non se ne è più allontanata, padroneggiando ora strumenti quali veli, fan-veils, sciabola e ali di Iside, solo per citarne alcuni - è strenuamente impegnata nel condividere le opportunità di benessere che la pratica delle danze orientali può donare al corpo e allo spirito, disciplina che insegna ad una classe aperta ed eterogenea composta da donne “di tutte le taglie e di tutte le età”. Determinata a portare e a far radicare questa cultura anche a Foggia (“dove c’è davvero troppa poca conoscenza e grettezza al riguardo”, spiega) oggi sperimenta un percorso di “danza emozionale”, da lei stessa creato ma non ancora brevettato, per esprimere pathos ed emozione attraverso la danza. Un percorso che porti sullo stesso binario la sua formazione accademica (è laureata in Scienze dell’Educazione) con la sua formazione artistica, avvicinandosi alla danza-terapia.
Selezionata per esibirsi sul palco del prestigioso Bellyfusion Legend Festival, ad Assisi, lo scorso ottobre, Ada continua a formarsi con i migliori insegnanti di danze orientali in giro per l’Italia, tessendo una rete di contatti da portare presto a Foggia. “Ho organizzato stage con Luisa Piro (nome d’arte Layal el Sharqi, sua insegnante insieme a Natalia Bonanese, ndr) affinché Foggia possa liberarsi dei preconcetti con i quali si approccia a questo tipo di cultura, evidenziando solo il risvolto materiale della sensualità che traspare da questa danza che, al contrario, vuole dare un valore nuovo alla femminilità”.
Per Ada, infatti, la danza orientale è ali e radici: radici ben salde nell’humus delle proprie origini, e ali che spingono verso nuove forme di contaminazione. “Ma non dobbiamo cadere nel tranello di considerare la danza orientale solo come forma artistica”, spiega. “I benefici psico-fisici che apporta sono davvero molteplici: i movimenti ritmici dei fianchi rilassano il bacino e gli organi interni. Inoltre, migliora la circolazione e irrobustisce la muscolatura dorsale, tanto da essere raccomandata per il trattamento dei dolori lombari e delle scoliosi con tutti i benefici della ginnastica posturale e correttiva”. Ideale anche come ginnastica pre e post parto, la danza orientale aiuta a combattere lo stress e a staccare dalla quotidianità. Inoltre, si lavora moltissimo sulla consapevolezza del proprio corpo e della propria femminilità: “il contatto costante con lo specchio aiuta a piacersi e affrontare i propri tabù e le proprie insicurezze, ricercando costantemente l’eleganza nel movimento”.
Maria Grazia Frisaldi

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf