Angela Malaspina, Comandante del Corpo Forestale

Angela Malaspina, Comandante del Corpo Forestale

Divise verdi in trincea: “I foggiani hanno fame di legalità ambientale”. Dal fronte del fuoco alla mafia del legname, è caccia aperta ai criminali

Quando l’hanno spedita a Matera le donne si contavano sul palmo di una mano. Oggi non le sembra così strano che a capo del Corpo Forestale dello Stato ci sia proprio lei, una donna. Angela Malaspina è arrivata a Foggia da un anno o poco più. Luglio 2012. Veniva da Potenza, dove era responsabile dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità, vice questore aggiunto forestale. “È un ruolo di grande responsabilità e comporta un enorme impegno, soprattutto in una provincia come questa, molto ampia, che richiede un servizio complesso, perché vengono espletate attività diverse”. Non lo nasconde, le difficoltà non mancano, ma certamente non sono insormontabili e non riguardano gli aspetti tecnici del servizio, ma l’approccio interpersonale. “Credo che ci sia bisogno di una maggiore evoluzione dal punto di vista culturale perché come donne si venga accettate nei ruoli apicali”.
Dai tempi dell’Università, a Firenze, nutriva una profonda ammirazione per il Corpo Forestale dello Stato. “Trovo sia un’amministrazione bellissima, perché si occupa di tutelare l’ambiente. Ero attratta dal fatto di potermi rendere utile e impegnarmi in questo campo - così il comandante Malaspina racconta i primi passi, gli albori della sua brillante carriera - Ho studiato Agraria anche per questo. Ho cercato di perseguire fino in fondo l’opzione che ritenevo di maggior valore”.
È arrivata in un anno tutt’altro che facile sul fronte del fuoco. “Sicuramente il 2012 è stato molto impegnativo, anche sul Gargano. Ci sono stati degli eventi particolarmente rilevanti che ci hanno fatto temere che si riproponessero le criticità del 2007. Alcuni incendi sono stati veramente preoccupanti, per dimensioni, quanto a rischio per le abitazioni e per le persone. Quest’anno fortunatamente le cose sono andate meglio. Abbiamo lavorato molto sulla prevenzione, cercando di supportare gli agricoltori e fornendo le indicazioni corrette su come comportarsi per prevenire situazioni di questo genere e così con i gestori delle strade per la manutenzione delle scarpate e degli spazi incolti”.
I pattugliamenti all’interno dei boschi e la massiccia presenza di agenti hanno funzionato da deterrente, insieme alle telecamere, introdotte di recente. Le divise verdi non si occupano solo del coordinamento dello spegnimento, ma anche delle attività di indagine a seguito dell’incendio. “La difficoltà è proprio quella di riuscire a intervenire in maniera repressiva, individuando i responsabili. In un territorio quanto mai vario non è facile riuscire a ricostruire le dinamiche che hanno portato all’accensione del fuoco”.
In questa stagione il personale del Corpo Forestale si concentra sui controlli anti-bracconaggio. La caccia è aperta. Ma una delle attività che più sta a cuore al comandante provinciale è quella che riguarda le utilizzazioni boschive. Sul Gargano l’operazione “L’urlo della foresta” ha svelato la presenza di una mafia del legname che non solo abbatte gli alberi e distrugge il patrimonio boschivo, ma è in grado di modificare gli habitat fino a elevare la minaccia del rischio idrogeologico. Per i tagli abusivi e i furti di legna scattano pure le manette.
Il Corpo forestale è in prima linea anche nel settore agroalimentare. A ottobre gli agenti sono entrati nei supermercati. A San Severo hanno trovato prosciutti scaduti e olive in cattivo stato di conservazione. Ora è periodo di vendemmia, poi toccherà alla campagna olivicola: in una provincia a principale vocazione agricola c’è tutta la filiera da controllare, e la sicurezza alimentare è in cima alle preoccupazioni dei forestali. “C’è veramente una forte domanda di legalità in tutti i campi e specificatamente in campo ambientale. Ho notato che la gente ha proprio bisogno di garanzie in questo ambito - conclude il comandante Malaspina - Si incontra spesso il supporto e il sostegno della gente che sente il bisogno di un maggiore ordine, di una maggiore legalità, perché non ci dimentichiamo che l’ambiente è salute, e si ripercuote sulla qualità della vita”.
Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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