Cinzia Tani presenta “Mia per sempre”

Cinzia Tani presenta “Mia per sempre”

Appuntamento il 31 maggio, alla libreria Mondadori di via Oberdan
Una riflessione condivisa sul “femminicidio”, fenomeno in crescita

Nel corso degli anni, ha saputo penetrare, con sensibilità e tatto, fin dentro le pieghe dei più efferati crimini commessi negli ultimi decenni e passarli sotto la lente d’ingrandimento di contingenze sociali o “nevrosi” figlie dei tempi. Cinzia Tani – giornalista, scrittrice econduttrice televisiva– è una che di “nera” se ne intende. Nella sua ventennale carriera, infatti, ha percorso più voltei sentieri della cronaca, raggruppando i “cold case” passati in rassegna in macro-aree d’interesse (i delitti delle donne, delle coppie e dei giovani) per restituirli, ogni volta, secondo un punto di vista diverso, ma sempre - giornalisticamente parlando - aderente ai fatti.
Come nel caso della sua ultima fatica letteraria, “Mia per sempre” edita da Mondadori per la collana “Ingrandimenti”. Un testo che affronta una delle più drammatiche “emergenze” del nostro tempo: il femminicidio, ovvero, gli “omicidi figli del possesso”. Dopo un nutrito calendario di appuntamenti in tutto lo Stivale, la “signora della cronaca”, Cinzia Tani presenterà il suo libro anche a Foggia, dove è attesa il prossimo 31 maggio, alle 18, nella sala conferenze della Libreria Mondadori di via Oberdan (la “Dante”).In 186 pagine, la scrittrice romana prova a scavare fino alle radici del problema, nel tentativo di sfatare - con l’aiuto di criminologi, psicologi e magistrati - i tanti luoghi comuni con i quali si tende a mascherare il fatto che le donne devono ancora misurarsi con quella “violenza di genere” che le conquiste sociali non sono riuscite a superare. Un lavoro d’inchiesta che questa volta abbraccia anche i crimini del vecchio continente: separazione, gelosia patologica (e spesso ingiustificata), mancato controllo dell’aggressività sono i “ceppi” principali nei quali Cinzia Tani raggruppa i casi passati in rassegna. Omicidi molto spesso istintivi, raptus improvvisi che trasformano anche oggetti di uso comune - un coltello da cucina o un martello piuttosto che un cavetto del pc o un accendino - nell’arma di un delitto (im)perfetto. Purtroppo, però, l’omicidio all’interno della coppia non è un fenomeno nuovo; al contrario si assiste ad una pericolosa escalation per numero di casi e per ferocia: solo nel 2012, infatti, l’Italia ha contato 124 donne uccise dalla mano variamente armata di ex mariti, amanti e fidanzati.“Chiamare questi delitti passionali o della gelosia, frutto di un eccesso di rabbia o di un momento di black-out - sostiene l’autrice - significa solo cercare alibi per gli assassini. Invece, di solito l’uccisione della donna avviene dopo un lungo periodo di minacce, intimidazioni, violenze psicologiche e fisiche, e la furia omicida si scatena quando, verificata la loro inutilità, l’uomo avverte il pericolo di essere abbandonato”. Per questo, un’ampia parte del volume è dedicata alla prevenzione, riflessione e sensibilizzazione sul tema, rivolgendosi soprattutto ai più giovani.                                                      m.g.f.

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n. 10 / Dicembre 2017

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