Un capitano donna per Don Matteo

Un capitano donna per Don Matteo

Maria Chiara Giannetta, sul set con Terence Hill e Nino Frassica
L’attrice foggiana impegnata sul set in Umbria, ma con il teatro nel cuore
Si ispira al maggiore Melissa Sipala, tra le prime donne arruolate nell’Arma

E’ foggiana, ha 24 anni e nella prossima stagione televisiva la vedremo indossare la divisa dell’Arma dei carabinieri in una tra le fiction tv più amate (e longeve) del piccolo schermo: Don Matteo 11. Stiamo parlando di Maria Chiara Giannetta, attrice foggiana chiamata a prendere il posto dell’amato Simone Montedoro (il capitano Giulio Tommasi) al fianco di Terence Hill e Nino Frassica. Le riprese sono cominciate da alcune settimane e l’attrice, nata tra le mura del Teatro dei Limoni e formata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, si divide tra il set in Umbria, Roma e Foggia, che vorrebbe fosse sempre la sua base d’azione.
Prima di questa grande opportunità, tanto teatro in quel di via Giardino, a Foggia; poi tre anni - “intensi, stranianti e bellissimi”, precisa - al CSC, durante i quali ha avuto modo di saggiare questo mondo, facendo provini su provini, accaparrandosi ruoli di protagonista di puntata o da alcune decine di pose (è stata Asia nell’ultima serie di ‘Che Dio ci aiuti’). Ora, la prima grande opportunità per Maria Chiara, che però tiene sempre gli occhi (e il cuore) aperti al teatro.
Maria Chiara, il tuo trampolino di lancio in questo mondo è stato sicuramente il Centro Sperimentale di Cinematografia…
Indubbiamente. Provenire da un’accademia è un ottimo biglietto di visita. Poi tocca a te dimostrare di potercela fare.
Tra pochi mesi ti vedremo protagonista di una delle serie più longeve della tv italiana. Come è iniziata questa avventura?
E’ stato tutto abbastanza casuale. Quando ho saputo che la produzione cercava attori per questo ruolo, ne parlai con la mia agente, ma ero convinta che cercassero un’attrice più grande di età (non sapevo che un capitano dei carabinieri diventa tale a 27 anni). Ero a Foggia in quel periodo, chiesero comunque di provinarmi e mi catapultai a Roma, ma con poche speranze. La produzione provinò sia attrici 30enni che 25enni e alla fine ha optato per la linea giovane. Ed eccomi qua.
Come ti hanno comunicato la notizia?
Attraverso una telefonata della mia agente. Non mi sono scomposta più di tanto, mi sono semplicemente detta: “Ok, sono pronta!”
Com’è organizzato il set, come sono i rapporti con gli altri colleghi?
Sono subentrata in un ambiente che è già formato e rodato da tanti anni: è come una grande famiglia. Inutile dire che sono tutti grandi professionisti: dal cast alle operatrici di trucco e parrucco, in grado di metterti l’entusiasmo addosso anche quando si inizia a girare alle 5.30 del mattino. E’ una esperienza indubbiamente ricchissima ed entusiasmante: posso dire che, per la prima volta, sono soddisfatta di quanto fatto nella vita. Per la prima volta mi sono stretta la mano e mi sono detta: “Brava!”.
Come ti sei approcciata a questo ruolo? Sostituirai un personaggio molto amato dai telespettatori…
E’ stato strano. La gente non accetta volentieri i cambiamenti. Anzi, li vivono come una sorta di “tradimento”. Prendo il ruolo di Montedoro, che è amato e stimato dal grande pubblico: cercherò di conquistarmi lo stesso affetto puntata dopo puntata.
C’è qualcuno a cui ti stai ispirando?
Per questo nuovo personaggio, la produzione sta investendo tanto sulla preparazione. Ho avuto modo di incontrare il maggiore Melissa Sipala, tra le prime donne ad indossare la divisa dei carabinieri. Lei è una donna tutta d’un pezzo e di grande carisma, una bellissima figura alla quale mi sto ispirando tantissimo. Accanto a tutto ciò mi sto allenando al poligono, sto seguendo corsi di equitazione e judo, e tutto ciò che è necessario per rendere il mio personaggio più vero e credibile come capitano dell’Arma.
Il teatro, però, è sempre il primo amore.
Sì, e mi manca tantissimo. Quando sono a Foggia continuo a vivere al Teatro dei Limoni: anche poter dare una mano in biglietteria mi fa stare bene. E’ l’aria che si respira ad essere speciale.
Oggi ci racconti di un tuo piccolo-grande risultato. Ma non deve essere stato tutto rose e fiori…
No, infatti. Ci sono stati momenti bui, appena terminato il CSC: un limbo, in cui sei fuori dal Centro ma non sei ancora nel mondo del lavoro. Un periodo di grandi attese in cui aspetti il provino giusto. Io mi sono rimboccata le maniche e, nel frattempo, ho fatto la baby-sitter: la vita in quel periodo è stata più sofferta, ma il primo affitto pagato da sola è stata una grande soddisfazione. Non nascondo, però, di essermi data un tempo, oltrepassato il quale avrei cambiato strada. Poi però è arrivato il ruolo di Asia in “Che Dio ci aiuti!”, 20 pose che mi hanno aperto al mondo della fiction tv.
Vorresti fare base sempre a Foggia, la tua città d’origine. Dal tuo punto di vista, qual è la fotografia sulle realtà culturali cittadine?
Per cinque anni sono stata a Roma, lontana dalle dinamiche della città. Quando sono tornata a Foggia, però, devo ammettere di aver trovato la città cambiata, migliorata da questo punto di vista. Sarà anche la nostalgia di casa, ma ho trovato un diverso fermento, più realtà culturali e più voglia di fare.
Maria Grazia Frisaldi

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n. 7 / Settembre 2017

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