Nadia Tempest, la regina del web

Nadia Tempest, la regina del web

Foggiana, è la vlogger più amata e seguita del momento
Dal canale Youtube alle librerie, alla conquista delle teenager

E’ partita da Foggia, la sua città-natale. E dopo aver frequentato l’Università a Roma vi ha fatto ritorno, sicura di entrare in contatto con la moltitudine di teenager (ma non solo) che la seguono attraverso la ‘finestra’ del web.
Lei è Nadia Tempest (in foto), una delle più famose e seguite vlogger (blogger che vanno in video) del momento. Non disdegna i social, che sono (anche) la sua forza: e così Nadia cinguetta su Twitter, posta su Facebook e pubblica foto su Instagram; ma è la sua attività di vlogger, attraverso un canale Youtube seguito da oltre 460mila persone, a farla entrare di diritto nella schiera delle influencer più amate e seguite d’Italia.
Dalle ‘cascate’ di like ai bagni di folla il passo, per lei, è stato breve. Ed è stato decretato dal suo primo libro, edito da Sperling&Kupfer, ‘10 cose che non avresti mai pensato di fare’, che a tre mesi dalla sua uscita è già prossimo alla terza ristampa. Tra una pagina e l’altra, ‘condita’ da illustrazioni e spazi per note e appunti, Nadia mette a confronto la vita di ieri - quella senza smartphone e wifi - con quella di oggi, mixando ricordi, esperienze personali, e confessioni senza filtri.
Dalla tecnologia alla vecchia, cara carta stampata. Il libro rappresenta una sorta di trasgressione nel tuo percorso iperconnesso…
Diciamo anche una apparente incoerenza! In realtà, mi è stata fatta una proposta editoriale da Sperling e, essendo avvezza alla scrittura per passione, ho deciso di mettermi in gioco. La casa editrice aveva una idea, che poi io ho sviluppato nel volume, pensando ad un target di lettori di età compresa dai 13 ai 20 anni. Così ho deciso di fare un parallelo tra la mia adolescenza e quella attuale, evitando luoghi comuni e frasi fatte, e con quella ironia che è alla base del mio canale YouTube.
Non è un romanzo, non è un’autobiografia, non è un manuale. Cosa vuole essere ‘10 cose che non avresti mai pensato di fare’?
E’ un mix di tutto: è un po’ un romanzo perché racconta delle storie; è un po’ un’autobiografia perché la protagonista di quelle storie sono io. Ed è anche un po’ un manuale, perché ognuno dei 10 capitoli termina con dei consigli rispetto a quella che è stata la mia esperienza e quello che ho imparato sulla mia pelle. Inconsapevolmente ne è venuto fuori un genere inedito.
I social, la tecnologia, i video sono diventati il tuo pane quotidiano. Eppure c’è qualcosa che rimpiangi dei tempi (in realtà un decennio appena) della vita off-line?
Non mi sento di rimpiangere qualcosa: ho vissuto sì, e ricordo perfettamente, quell’epoca in cui il web non era di uso comune e i cellulari si utilizzavano solo per telefonate e messaggi importanti, ma non ero abbastanza grande per vivere appieno la quotidianità senza web, whatsapp e cellulari iper-connessi.
Quello che rimpiango è che quando i messaggi si pagavano venivano centellinati. E ci si conosceva “di persona”. Oggi, invece,  tutto passa attraverso uno schermo.
E quando ci si incontra manca il ‘coraggio’ di conoscersi, la voglia e l’attitudine. Sembra manchi la capacità di guardarsi negli occhi. Eppure uno sguardo non può mai tradire…
Qual è il tuo rapporto con Foggia? Se la tua città fosse l’oggetto di un tuo video, da cosa inizieresti?
Sono nata in periferia e continuo a vivere in periferia. Foggia è la mia città, e se dovessi farci un video inizierei sicuramente dalla mia scuola: dal Liceo Lanza. La scuola per me è stata un’esperienza che si è conclusa in modo turbolento, per problemi relazionali con alcuni docenti.
Tutti i miei ricordi più belli e più brutti passano attraverso i banchi. Inizierei quindi dalla mia esperienza negativa - come per molti adolescenti di oggi - che però alla fine mi ha aiutato a tirare fuori quella forza di volontà che avevo dentro e che mi ha permesso di affrontare di petto sfide e nuove avventure.
Senti la ‘responsabilità’ di essere una delle più amate e seguite influencer del momento?
Sì, tantissimo. La parola stessa - influencer - ha un peso importante. E credo sia fondamentale usare sempre la bussola della responsabilità nei confronti di chi ci guarda. Il web non ha fasce orarie protette e i contenuti che postiamo sono accessibili a tutti, ed a tutte le ore.
E dall’altra parte del monitor possono esserci persone molto deboli o sole, per le quali diventi un punto di riferimento, con conseguente effetto-emulazione molto presente nel mio canale, come in quelli di altri influencer creator.
Dai consensi virtuali alle folle acclamanti dei firma-copie c’è di mezzo il ‘calore’, vero spartiacque della vita ‘con’ e ‘senza’ connessione. Qual è stata l’emozione più grande di questa esperienza?
Sì, verissimo. E l’ho scoperto proprio grazie al mio libro: fino a quel momento non mi ero resa conto della quantità e della qualità delle persone che mi seguono. Le emozioni più grandi, fino ad ora, sono state due, una più professionale, l’altra più umana. La prima è stata la tappa al Tg5 Lettura per presentare il mio libro: entrare negli studi di uno spazio televisivo che seguo da sempre per me è stato surreale ma molto emozionante. L’altro, invece, è il ricordo di una ragazza di Taranto, che mi ha raggiunto, a Napoli, con la mamma sobbarcandosi un viaggio ed una fila estenuante per stare con me ed abbracciarmi in quei 30 secondi concessi durante i firma-copie. L’impegno che hanno preso nei miei confronti è impagabile.

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n. 10 / Dicembre 2017

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