La pigotta digital pop di Limosani

La pigotta digital pop di Limosani

Segni particolari: capelli fucsia e un’infinita tenerezza.
E’ la protagonista di Next, il singolo dell’album di Gegè Telesforo
La presenta il suo “creatore”, digital storyteller di fama internazionale

Se non fosse già stato inventato, sarebbe arrivata l’ora di coniare il termine petaloso. È proprio così, non altrimenti, l’universo della pigotta digital pop di Next. Lei è morbidosa, non c’è che dire. Non ha un nome, “però ha un’identità”, giura il suo inventore, Felice Limosani, digital storyteller di fama internazionale, un creativo, un genio. Foggiano mai sufficientemente osannato in patria. La sua pigotta pop è la protagonista di un video clip per il singolo del progetto FunSlowRide, collettivo internazionale di musicisti viaggiatori, un album prodotto da Gegè Telesforo, altro gigante e orgoglio foggiano.

Segni particolari: capelli fucsia - “un po’ parruccona” - e un’infinita tenerezza. “Ho evitato di definire dei tratti somatici, ho voluto darle solo un’espressività positiva e solare, quella degli occhi ridenti”. Non ha un’età, “perché secondo me l’amore non ha età”.
La pigotta pop di Limosani non fluttua da sola tra cuori di gommapiuma, stelle spugnose e bolle di sapone: c’è un maschietto in un altro fiore. “È un filmato ricco di metafore, tutto è estremamente simbolico. Ho voluto dare ai personaggi una fisicità-non fisicità: per quanto loro si muovano come se fossero viventi, in realtà sono dei pupazzi, la vecchia bambola di pezza, quella soffice”.
I protagonisti iniziano il loro viaggio lanciandosi da un fiore che si schiude lentamente, sospeso nello spazio e morbido come un pouf. Si chiama digital pop animation, tecnicamente. Senza tecnicismi, più semplicemente un capolavoro. “Penso che la bellezza generi bellezza. Tutto inizia con un volo solitario che li trasporta in un mondo poetico: sono soli quando si lanciano nel vuoto e imparano a non aver paura, fluttuano e volteggiano liberi fino a incontrarsi per non lasciarsi - l’incontro e la condivisione - si allontanano, si avvicinano, in un gioco spontaneo dell’unione. Ci sono simboli semplici da decodificare, in cui un bambino può identificarsi senza difficoltà.

È la stessa facilità con cui dovremmo insegnare a chiunque ad aver fiducia nei sogni che rendono possibile l’impossibile. Io sono un grande sostenitore della fantasia al potere come strumento per costruire la realtà, solo che purtroppo spesso tendiamo a impedire ai bambini di fantasticare perché per qualche motivo nella nostra epoca si tende ad associare il sogno e la fantasia a qualcosa di insostanziale, di immateriale, di poco concreto. Ci dimentichiamo che prima della realtà arriva il sogno: se una cosa non la sogni e non la desideri, come fai a concretizzarla? La via lattea surreale, le mongolfiere disperse tra le stelle, servono per ricordarci che la paura è il preludio del coraggio, prima di aver coraggio bisogna aver paura perché altrimenti saremmo solo dei presuntuosi che non vanno dritti al cuore, ma vanno a sbattere contro un muro”.

Lei, la “parruccona”, è nata da una chiacchiera tra due vecchi amici: “Tutto parte da un incontro con Gegè. Siamo amici d’infanzia e ci siamo anche un po’ persi perché ognuno ha fatto il suo percorso: siamo partiti entrambi dalla musica, io volevo fare il Dj e lui voleva fare il musicista. Così è stato, perché io ho fatto il dj per vent’anni, lui continua a fare musica e ci siamo ritrovati in studio. Mi invitò per una trasmissione, Sound Check di Radio24, a parlare di creatività. Lì mi presentò il suo progetto a sostegno di Unicef, quindi mi ha parlato della sua idea di raccontare ai bambini il senso di condivisione, anche da padre, perché lui ha una bimba, la condivisione e l’unione non necessariamente ed esclusivamente tra due persone che si vogliono bene nella coppia, in un modo più universale”. Il re dello scat che ha riunito talenti di tutto il mondo in un disco si è commosso vedendo quel video. “Racconta l’amore che supera l’amore - ripete - quello per la bellezza e per tutto ciò che ci circonda”. In due, fluttuando nella stessa galassia, hanno dimostrato che l’amicizia si può trasformare in arte. E anche questa è una forma di amore.
Mariangela Mariani

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n. 10 / Dicembre 2017

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