Anna Liliana e la ‘bellezza del dare’

Anna Liliana e la ‘bellezza del dare’

Il suo impegno per le donne mastectomizzate. A lei il “Premio 6Donna”
Volontaria 43enne, fisioterapista part-time, moglie e mamma di 4 ragazzi ha messo a punto un programma in acqua per le donne operate al seno

Il suo biglietto da visita è un sorriso positivo e smagliante. Un “accessorio” che non abbandona mai e che porta con sé ovunque: a casa, al lavoro, nelle sue tante ore di volontariato spese per le donne operate di cancro al seno. Anna Liliana Di Gregorio è la vincitrice del “Premio 6Donna” 2016; a lei, la redazione dell’omonimo magazine ha appuntato su petto una simbolica “medaglia all’impegno” che fa di lei una donna straordinariamente ordinaria. Nella sua quotidianità - tranquilla, ma dai ritmi serrati - è donna, moglie, mamma di quattro ragazzi di età compresa tra i 17 e i 10 anni e lavoratrice (è fisioterapista part-time al ‘Don Uva’). Pur tra mille impegni, dal 2011 si ritaglia del tempo da dedicare alle sue “sirenette”, come vezzosamente le chiama: si tratta delle donne mastectomizzate che partecipano ad un gruppo di lavoro in acqua, una serie di esercizi atti a riprendere non solo la corretta funzionalità muscolare, spesso compromessa dopo l’intervento chirurgico, ma soprattutto a riconquistare la confidenza perduta con il proprio corpo e la propria femminilità.
Ho sempre svolto attività di volontariato”, spiega la ‘Donna dell’Anno 2016’. “In passato sono stata anche pioniera della Croce Rossa. Nel 2011 sono stata contattata da un membro dell’Andos (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) che ora è l’attuale presidente, per dare vita ad un progetto specifico per le donne operate”.

Così, dal nulla, è stato creato il programma “Benessere in acqua”, che si svolge presso l’impianto dell’Assori e che al momento coinvolge 15 donne foggiane. “E’ stata una sfida. Non sapevo a cosa sarei andata incontro, quali sarebbero stati gli scogli da superare”, confessa. Invece il progetto ha preso forma e sostanza: “Due volte a settimana trascorriamo 45 minuti in acqua, effettuando un programma di esercizi mirati alla tonificazione muscolare, ma soprattutto all’elasticità, perché l’intervento chirurgico al seno può provocare una diminuzione dell’armonia del movimento. Si tratta di un progetto che sostiene il sistema linfatico, poiché molte donne, a seguito dell’asportazione dei linfonodi, possono avere problemi di linfedema da drenare e ridurre”. Si tratta di esercizi che fanno bene non solo dal punto di vista medico-riabilitativo, ma anche e soprattutto a livello psicologico ed emotivo. “In acqua, le donne trovano un modo per comunicare tra loro. Esprimono paure ed emozioni e si confrontano su problematiche incontrate a livello personale, familiare, sociale. Piano piano imparano a percepire nuovamente il proprio corpo e la sua struttura. Si sentono più armoniche e questo le aiuta a riconsiderare la propria femminilità”.
Ad arricchire questo programma, ci sarà presto l’arrivo di un apparecchio elettromedicale in grado di agire efficacemente sui linfedema, che sarà acquistato grazie ai fondi stanziati dalla Susan G Komen, organizzazione di volontariato, che tra nove progetti ammessi a finanziamento ha premiato quello presentato dall’Andos di Foggia. In materia di prevenzione, la volontaria 43enne spiega: “Superati i 40 anni le donne sono più attente e consapevoli. Anche correttamente informate. Credo bisogna spostare l’attenzione su un pubblico più giovane e lavorare su quello. Le giovani donne non sono molto coscienti dell’importanza della prevenzione o vedono l’ipotesi della malattia distante da loro. Eppure, la fascia d’età in cui il cancro al seno può colpire si sta abbassando”.

Sorpresa dalla candidatura e spiazzata dalla investitura, per Anna Liliana l’emozione più grande di una serata da incorniciare è arrivata il giorno dopo, quando ha visto un piccolo video girato dalla sua famiglia. Durante la proclamazione della vincitrice, in sottofondo vi erano le voci dei suoi quattro figli. “Quando sono stata chiamata sul palco è stata una sorpresa per tutta la famiglia. Mi è piaciuto sentire le loro voci sorprese e meravigliate. Loro ormai conoscono il mio impegno, e questo mi ha emozionata ancora di più”. A loro, che sono collaborativi e mostrano già una spiccata sensibilità in questo campo, Anna Liliana vorrebbe insegnare “la bellezza del dare. Se ognuno si impegnasse a dare il proprio contributo, ci si aiuterebbe a vicenda. Quello che vorrei che i miei figli imparassero è aprirsi all’altro: siamo una società troppo chiusa, facciamo cose e ci impegniamo solo se c’è un ritorno personale. Invece esistono altri tipi di persone e di mondi, e un ritorno emotivo talmente forte e positivo per chi aiuta che ripaga di ogni sacrificio”.
Maria Grazia Frisaldi


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n. 10 / Dicembre 2017

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