Nel segno dei Monti Dauni

Nel segno dei Monti Dauni

Dire ‘progetto’ vuol dire ‘opportunità’ per il territorio
Laura Mariano e la sua fede incrollabile nella terra natia:
“L’autenticità dei luoghi è il primo dei valori da coltivare”

La sua è una fede incrollabile. Nel territorio e in tutto quello che i Monti Dauni hanno da offrire. Al punto tale da dedicarci la sua tesi di laurea, in Marketing Territoriale, conseguita presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma. Da 10 anni ormai, la bovinese Laura Mariano si occupa del coordinamento e dell’attuazione di progetti di cooperazione interterritoriali e transnazionali per il Gal (Gruppo di Azione Locale) Meridaunia, con l’obiettivo di creare reti e partenariati sul territorio, tra i territori.

Dottoressa Mariano, sembra esserci una rivoluzione in atto: se fino a poco tempo fa, i Monti Dauni erano considerati (a torto) una “zavorra” per la provincia di Foggia, adesso sembrano esserne diventati nuovo centro propulsore. Cosa è successo?
Proprio per le caratteristiche demografiche, sociali ed economiche di questa parte di territorio, i Monti Dauni sono sempre stati oggetto di finanziamenti sia dell’Unione Europea che delle Regioni. Questo genere di finanziamenti c’è da decenni, ma il cambiamento che si è avuto è che sia soggetti come i Gal, che i Comuni ne hanno capito l’importanza e hanno maturato un orgoglio propositivo e propulsivo finalizzato a spendere risorse in modo efficace, per essere promotori di un modello di sviluppo unico in tutta la Regione Puglia.

Agroalimentare, turismo sostenibile, slow life: su cosa puntare ed investire?
Sicuramente su un turismo sostenibile, legato a modelli di vita slow. Per esperienza, posso assicurare che è un mercato davvero richiesto. Quello che si cerca, quando si arriva sui Monti Dauni, è trovare luoghi in cui riscoprire sapori e tradizioni di una volta, con tutte le emozioni ormai perse nelle città. Credo che l’autenticità sia il primo dei valori del nostro territorio: è questo che si deve coltivare. Purtroppo abbiamo ancora alcune carenze nell’offerta dei servizi complementari: a parte la ristorazione - nella quale siamo bravissimi - è necessario mettere a sistema tutto il resto, dalle escursioni alle visite a musei e masserie didattiche.

Cosa ha influito, o influisce, sul mancato sviluppo del territorio: deficit infrastrutturali o un approccio culturale?
Il nostro peccato originale sono le strade e la viabilità. Ma è una cosa talmente grande che sfugge alla portata dei Monti Dauni stessi. Escluderei l’approccio culturale: il problema grande del nostro territorio è infrastrutturale e, se vogliamo, di marginalità rispetto alla politica che conta.

Per lavoro ti occupi di progetti, dunque di opportunità. Cosa bolle in pentola?
In questo momento c’è grande fermento per la nuova programmazione 2014/2020 sia per il PSR – Piano di Sviluppo Rurale, che gestiamo in parte come Gal, destinato ad aree rurali e agricoltura, e sia per i fondi strutturali.

E’ vera la leggenda dei fondi per la Capitanata inutilizzati e rispediti al mittente?
Risponderei con un “Nì”. Ogni fondo è diverso: per il PSR il Gal ha sempre attuato il 100% della spesa. La scorsa programmazione è stata chiusa con il 99% dei fondi assegnati, questa in corso è ancora in fase di definizione. Altri fondi, invece, gestiti direttamente dai Comuni, hanno progettualità più complesse di quello che si racconta, dietro alle quali ci deve essere la mano di un progettista esperto. Non tutti i Comuni hanno queste possibilità. Quindi non si tratta di mancata raccolta delle sfide, ma impossibilità a parteciparvi.

Da dieci anni al servizio dei Monti Dauni. Quale sfida, quale obiettivo ti sei posta per il prossimo decennio?
La mia aspettativa è quella di creare progetti che coinvolgano direttamente le aziende del territorio. Questo tipo di progetti - tecnicamente “a regia diretta” con gli attori del territorio - sono molto difficoltosi, ma fanno crescere davvero il territorio, con progettualità in grado di andare avanti da sole e funzionare. Sarà questa la mia personale sfida per la prossima programmazione.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf