La ricerca della felicità di Michela Muserra

La ricerca della felicità di Michela Muserra

In libreria con “If you are happy”
Da Foggia a New York in viaggio con uno stick-man

di Mariangela Mariani

La tenerezza in formato tascabile è uno stick-man con la faccia paffuta e un cuore appiccicato al petto, certe volte da rattoppare. Mikimu è tenera quanto il suo omino stilizzato, minuta e vagamente stile kawaii (i manga della dolcezza) come i fumetti della sua vita precedente, prima di New York. Lo pseudonimo è la combinazione dell’abbreviazione del suo nome, Michela, e delle prime lettere del suo cognome, Muserra. Si firmava così quando ha iniziato ad esporre, e da allora alcuni amici usano ancora quel nickname. Se cambi l’ordine dei fattori, è sempre lei. Classe 1975, nei suoi disegni deve essere racchiuso l’elisir di eterna giovinezza. Da dodici anni vive a Brooklyn, che non è un toponimo virtuale da social network. Ci è arrivata per caso e per curiosità. “Non per fuggire, come in molti credono. Volevo solo esplorare qualcosa di diverso - racconta -. New York non è di certo una città facile, per certi versi direi che mi ha rafforzato. Il legame con Foggia, invece, mi aiuta a tenere vivo un aspetto più umano che conservo sempre e soprattutto nelle relazioni personali”.

Insegna disegno e pittura in una scuola per bambini e lavora come graphic designer freelance. Il suo sogno americano è fatto di pittura e illustrazione, la sua vera passione. I cartoni animati sono rimasti a Foggia, insieme alle pareti di un locale con i suoi disegni. Le tavole di Michela Muserra rispecchiano i suoi sentimenti. “Il mio modo di esprimermi è abbastanza diretto, a volte troppo, forse. Questo significa che quello che disegno rappresenta quasi sempre i miei stati d’animo, senza maschere. Descrivo anche gli attimi più cupi. Non dipingo per piacere agli altri, ma per comunicare. Questo, credo, si riflette anche nella mia persona”.

L’intuizione di quel “little man” era uno dei suoi esperimenti: la Rete lo ha subito adottato, costruendo un mondo intorno a lui come in un contest. Lei, intanto, mescolava appunti e vignette, in poche pagine che sfogli e risfogli sorridendo. If you are happy and you know it clap your hands (Caracò Editore, 2015), in italiano il motivetto Se sei felice e tu lo sai batti le mani, è il suo primo progetto editoriale, concepito in inglese con la traduzione in italiano, tanto da rappresentare un valido strumento didattico per imparare le lingue. È un libro sulla felicità adatto per adulti e bambini. Dopo la pubblicazione è nato anche il progetto artistico “Build your world around” che colleziona impressioni e immagini dello stick-man circondato di creatività e immerso nel mondo scelto dai lettori. A settembre è tornata a casa per presentarlo e poi ripartire per l’America. E nel frattempo lui, il suo omino col cuore sulla maglietta, girava per festival e librerie.

“Il libro è nato in maniera molto spontanea, senza un progetto pianificato a monte - racconta l’artista - È stato un processo scorrevole, quasi come un bisogno primario di mettere su carta alcuni pensieri. Lo stick-man è nato stick-man perché, per parlare di un concetto cosi complesso come quello della felicita, volevo ridurre al massimo le ‘distrazioni descrittive’. Era come se la frase comparisse nella mia mente già accompagnata dall’immagine”. Spiega così il processo creativo quando le chiedi se viene prima il disegno o l’aforisma, le parole: è stato simultaneo e non saprebbe descriverlo razionalmente. Non ha dubbi, invece, su quale sia l’immagine a lei più cara tra tutte le sue opere: “Mi ritengo fortunata ad essere una che non si attacca morbosamente al suo lavoro. Non soffro in maniera esagerata quando devo darlo via. Anzi, mi piace l’idea che trovi una nuova casa. Il contrario avviene invece raramente e con pochissimi lavori, in genere sono autoritratti, non consapevolmente nati come tali. L’ultimo che conservo gelosamente è un piccolo acrilico su legno che ritrae me e mio padre. È la riproduzione di una foto di moltissimi anni fa”.

Ora si concentra su If you are happy, ma sulla sua bacheca compaiono già altri buffi personaggi: “Per adesso impiegherò tutte le mie forze per spingere il progetto. Ma non nascondo che sto iniziando a scarabocchiare nuove idee. Forse più colorate”. Prima regola, lo dice anche l’omino, “ascolta sempre il tuo cuore”. E quello di un’artista, emigrata da Foggia a New York, dove stia davvero di preciso non si sa: “In diversi posti ultimamente - risponde - in base a come si muovono i cuori delle persone che amo”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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