Il POTERE del Tango argentino

Il POTERE del Tango argentino

Tangoterapia e Riabilitango: una disciplina, tanto benessere.

Il sogno di Antonella Salerno: “Un Polo Neurologico a Foggia per aiutare con la danza quanti sono affetti dal Parkinson”.

Antonella Salerno non ha dubbi: “dovremmo avere tutti un animo tanghero”, spiega. E basta scambiare poche parole per capire che, la sua, non è semplice ‘deformazione professionale’, ma uno sguardo alla vita ed un approccio alla quotidianità differenti. Nessuno meglio di lei, infatti, può sapere quanto la pratica del tango argentino possa influire sul benessere psicofisico di ognuno, riflettendosi positivamente nel rapporto con gli altri. Titolare del centro “Libertango” in via Ciampitti, a Foggia, Salerno è impegnata in prima persona nella diffusione di tale disciplina, sia come esperienza utile alla conoscenza di sé, sia come risorsa per la promozione della salute.  Non è un caso, infatti, che, per i suoi effetti terapeutici, dal 2009, il tango argentino sia stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Qual è stato il suo primo approccio con il tango argentino? Ho iniziato quasi per caso. In realtà, dentro di me bruciava già da tempo la passione per la danza in generale, l’esercizio fisico e il movimento. Ma un percorso di studi poco corrispondente alle mie ambizioni (mi sono laureata in Giurisprudenza con il massimo dei voti), e poi l’impegno della famiglia (ho quattro figli) avevano sopito, momentaneamente, questa passione. Fino a quando mi sono riavvicinata alla danza e, nello specifico, al tango argentino. Il primo approccio è stato accompagnato da alcune perplessità, perché non avrei mai potuto immaginare quanto benessere ne potessi ricavare, a livello fisico ed emotivo. Una scoperta sorprendente, che mi ha spinto a studiare, sperimentare e approfondire le valenze del tango, quelle che oggi io stessa propongo con la mia associazione.

Un re-incontro avvenuto in età consapevole, quindi… Attraverso questa disciplina ho acquisito nuove consapevolezze, mi sono riappropriata della mia identità nella sua completezza e mi sono ridata i Natali: adesso sono una donna soddisfatta e appagata, svolgo il ruolo di madre, di moglie e porto avanti una associazione con grande passione. È da qui che traggo le energie da diffondere a tutta la mia vita, privata e non.

Quindi tutti i benefici del tango argentino sono stati prima testati in prima persona. Sì, nel momento in cui studiavo, mi sono resa conto dei tanti benefici che ne ricavano. Allora, valigia alla mano, ho viaggiato e ho scoperto il mondo riabilitativo di Federico Trossero, ho studiato e ho conseguito abilitazioni su abilitazioni. Sono l’unica in Italia ad avere la doppia abilitazione, sia per il metodo Riabilitango fondato e sperimentato presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano, che per la Tangoterapia. A Foggia sono una pioniera.

Nel dettaglio, di cosa si tratta? Il Riabilitango ha un approccio più fisico, e interviene in materia di coordinazione, equilibrio e postura; il secondo - canonizzato come ‘Metodo Trossero’, dallo psichiatra che lo ha messo a punto - si concentra più sulla sfera psicologica ed emotiva mediante la terapia dell’abbraccio. Sotto forma di Riabilitango, viene utilizzato con successo come terapia coadiuvante per quanti hanno problemi di equilibrio o controllo della postura a causa di Sclerosi Multipla o Morbo di Parkinson. La Tangoterapia, invece, se affiancata alle cure tradizionali, è un valido supporto in ambito oncologico, per costruire basi solide e positive con le quali affrontare il percorso di cura della malattia.

Come si è approcciata la città a questa disciplina? In modo molto positivo e con grande curiosità. Mi ha gratificato molto l’attenzione ricevuta da una parte del mondo medico locale e non, con il quale sto avviando una serie di progettualità importanti. Il mio obiettivo è comunicare “l’essenza” del tango, da vivere come esperienza intima e personale, come una forza in più, un valore aggiunto per affrontare la vita. Il mio sogno è quello di creare, qui a Foggia, un Polo Neurologico, con un team di professionisti quali fisioterapisti, neurologici, psichiatri e tangoterapeuti per dare la possibilità a quanti sono affetti dal Parkinson di godere dei benefici di questa disciplina. Tempo al tempo.

Maria Grazia Frisaldi

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n. 10 / Dicembre 2017

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