Gegè Telesforo e i sogni ancorati alla ‘zolla’

Gegè Telesforo e i sogni ancorati alla ‘zolla’

Il musicista ospite dell’UniFg per inaugurare Parole che fanno bene
Sul futuro dei giovani: “Il grano viene fuori da mille difficoltà”

“La ragione dell’universo è il movimento”. E Gegè Telesforo ci crede fermamente, facendo di questa massima, la sua filosofia di vita. Andare e tornare, crescere e perfezionare; andare e tornare, come le maree, un continuo movimento ciclico che ad un certo punto lo riporta sempre a casa, a Foggia. Occasione di risacca, per il musicista foggiano Telesforo, questa volta, è l’invito rivolto dall’Università di Foggia, dove - nell’aula magna del Dipartimento di Studi Umanistici - ha inaugurato il ciclo di incontri Parole che fanno bene, la rassegna che l’UniFg, attraverso la professoressa Rossella Palmieri, ha organizzando in collaborazione con il proprio Consiglio degli Studenti: testimonianze, racconti e confessioni ad uso e consumo degli studenti (ma non solo), conversazioni calibrate per soddisfare la loro sete di conoscenza e di esperienze. “Sono felice di tornare nella mia città, in questa Università di cui leggo e apprendo cose molto interessanti”, ha spiegato il musicista, cantante, conduttore radio-televisivo, oltre che foggiano doc apprezzatissimo in Italia e all’estero.

Sono anche felice di essere il primo ospite della rassegna, nella speranza di portare fortuna a un progetto che mi pare coraggioso e comunque in linea con quello che chiedono gli studenti al giorno d’oggi: un dialogo che possa aiutarli a crescere, se possibile a sognare”. Un faccia a faccia con i più giovani, sui loro sogni e le loro paure, un confronto su come è cambiata la città negli ultimi trent’anni, ma anche sulle radici, sul valore della musica (e dell’arte in generale) per la società, sul futuro. Artista a tutto tondo, Telesforo - il ‘discepolo di Renzo Arbore’ - continua a collocare la musica in cima alle sue passioni. “Sono e continuerò a sentirmi un musicista, mi è capitato di poter fare tv e di fare radio, ma parlando sempre e solo di musica”, spiega. Per Telesforo, Parole che fanno bene è stata l’occasione per una sorta di digressione antropologica sul ‘foggiano’ e sul ‘foggianesimo’, inteso non in senso negativo, ma come bagaglio di capacità esperienziali. “Ai miei tempi la città era diversa, più chiusa e difficile. L’avvento dell’Università ha contribuito a cambiare molto le cose, a rendere Foggia più aperta alle novità, ai cambiamenti. Ma non rinnego le mie radici: la mia foggianità mi ha aiutato in tantissime situazioni. Un bagaglio di esperienze e una tempra che, insieme al talento indiscusso, gli hanno permesso di farsi strada nel Nuovo Continente e di fare della sua passione, il suo lavoro. Jazzista autentico, dotato di grande versatilità e maestro di un linguaggio musicale universalmente riconosciuto come lo ‘scat’, nella sua carriera Telesforo ha duettato, tra gli altri, con Dizzy Gillespie e Dee Dee Bridgewater. Il grande pubblico lo conobbe negli anni Ottanta, quando partecipò a fortunate trasmissioni con Renzo Arbore. Da allora, lui ha girato il mondo con la sua musica ed è il testimonial ideale di una rassegna che si rivolge agli universitari, che insegna loro a credere nei propri mezzi e nei propri sogni. “Siamo gli uomini della ‘zolla’, che sappiamo apprezzare e far fruttare: il nostro grano viene fuori da mille difficoltà”.

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n. 10 / Dicembre 2017

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