L’adolescenza: tra ricerca  dell’identità e indipendenza

L’adolescenza: tra ricerca dell’identità e indipendenza

Con i genitori si apre un tipico periodo di potenziali conflitti.
Si accompagna a profondi cambiamenti morfologici, funzionali e psichici.

L’adolescenza, tra ricerca dell’identità, libertà e indipendenza. Possiamo distinguere due fasi principali. Innanzitutto le fasi “prepuberale e puberale”: dura dagli 11 ai 16 anni tutto ciò che era in latenza riaffiora di nuovo. E’ una fase di ricerca della propria identità, eterosessuale, omosessuale o bisessuale, ci si rivolge all’altro sesso, si avverte che si cresce e ci si sente abbattuti e incerti, non ci si riconosce neanche fisicamente. La pubertà si accompagna a profondi cambiamenti morfologici, funzionali e psichici. L’adolescenza è un’età in cui spesso il corpo - soprattutto nei maschi - non è armonioso: infatti, alcune parti del corpo, non hanno ancora assunto le proporzioni dell’adulto ma hanno perduto quelle infantili. Ad esempio, i maschi possono preoccuparsi per l’incertezza di una voce ancora bitonale (grave, ma sono presenti degli acuti), per una barba che non cresce o per l’imbarazzo che è legato alle prime erezioni, per un passeggero turgore dei capezzoli che però dura un breve numero di mesi e poi scompare, per i muscoli che non vogliono crescere, per l’acne giovanile, ecc; in altre parole, durante la pubertà, i ragazzi sono per lo più insoddisfatti della propria immagine. Capita che siano scontenti del proprio aspetto e che si sentano goffi, timidi e insicuri. Durante la pubertà è probabile che l’atteggiamento dei ragazzi verso i genitori cambi. Spesso i ragazzi pensano che i genitori siano insopportabili, noiosi e antiquati. Viceversa, i genitori trovano i loro “bambini” insolenti e scontrosi; è un periodo di potenziali conflitti. Difatti prerogativa degli adolescenti è di dire e fare tutto ciò che i genitori proibiscono per affermare la loro indipendenza e ritrovare la loro libertà. Le prime di queste richieste sono: il motorino e le chiavi di casa. L’adolescente acquisisce una sua indipendenza, magari non economica, non abitativa, ma di capacità di valutazione: ha sue opinioni, sue idee, che possono concordare o no con quelle dei genitori, ma che sente comunque come “sue”. È perfettamente naturale e inevitabile, quindi, che nascano tensioni e controversie tra genitori e figli adolescenti, in effetti, è l’assenza di conflitti che dovrebbe preoccupare maggiormente i genitori, in quanto potrebbe significare che il ragazzo stia nascondendo i suoi problemi. Il passaggio dalla fanciullezza alla maturazione psico-fisica è, quindi, un momento davvero critico. Le modificazioni comportamentali che caratterizzano questo periodo ed il clima in cui lo si vive possono influire, anche notevolmente, sul futuro equilibrio e sulle capacità relazionali della persona. Quindi l’adolescente diventa più consapevole di sé stesso e manifesta, talora in maniera ancora ambigua, le proprie pulsioni sessuali; abbandona gli atteggiamenti infantili di dipendenza e tende ad affermarsi come protagonista autonomo. Il processo di affrancamento non è indolore ed è frequentemente contradditorio; determina conflittualità interiore e verso l’ambiente esterno, particolarmente verso i genitori e, più in generale, verso l’autorità. Le incertezze generate da tali conflittualità spingono gli adolescenti a ritrovare sicurezza aggregandosi in gruppo. Il periodo della pubertà tra i 14/16 è spesso accompagnata dalla prima visita endocrinologica sia nei maschi che nelle femmine che consente di verificare la presenza o meno di patologie provocate da disfunzioni e malattie legate al cattivo funzionamento delle ghiandole endocrine, quelle che producono gli ormoni e li riversano direttamente nel sangue. Gli ormoni sono le sostanze che regolano il metabolismo e l’attività di organi e tessuti del nostro organismo.

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n. 10 / Dicembre 2017

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