Il legame con i nonni

Il legame con i nonni

“Un amore senza Edipo” ovvero libero da conflittualità generazionali
Da figura importante a presenza patogena: il ruolo dei nonni per uno sviluppo “armonico” e sano dei nipoti affidati loro
di Vittoria Salice

Il legame tra nonni e nipoti è basato su quello che Ada Fonzi definisce “un amore senza Edipo” ovvero un amore libero dalle conflittualità generazionali e più sereno nei confronti educativi.
I nipoti per i nonni rappresentano la continuità biologica e attivano nei nonni una sorta di rivitalizzazione e di proiezione verso il futuro.
Il compito dei nonni verso i nipoti è prendersi cura di loro, di coccolarli senza eccessi.
Esistono fondamentali differenze fra il nonno e la nonna: la nonna accudisce e si prende cura della casa, il nonno è il compagno di giochi e di passeggiate.
Esiste, secondo Ferenzi, il complesso del nonno: il nonno, essendo il padre del padre, ha potere sul figlio e riduce l’immagine onnipotente che il bambino ha di suo padre. Queste dinamiche si verificano nelle famiglie patriarcali e autoritarie.
Nella società attuale si è sostituita alla famiglia patriarcale quella nucleare, ma in essa vige la matrilinearità, che porta le giovani madri ad appoggiarsi prevalentemente alle proprie madri e più in generale alla loro famiglia d’origine. In tal modo i nonni più coinvolti sono i nonni materni.
Esistono delle situazioni in cui la presenza dei nonni è patogena: il caso più frequente è quello dei nonni che si sostituiscono ai genitori che, in tal modo, assumono un ruolo fraterno nei confronti dei propri figli e delegano le funzioni genitoriali ai nonni.
Il messaggio, implicito, che i bambini percepiscono è: i genitori sono immaturi e incapaci di svolgere il loro ruolo e che i nonni sono intrusivi e sono stati poco capaci di rendere i figli autonomi.
Talvolta sono le circostanze economiche e lavorative che costringono i neogenitori a far assumere la responsabilità educativa ai nonni.
Anche in questo caso i nonni diventano iperprotettivi e producono nei nipoti diverse forme di disadattamento, patologia chiamata “sindrome di re Salomone” (K. Lorenz).
Oltre a questi, abbiamo i nonni abusanti che in alta percentuale sono stati anche padri abusanti, ribadendo la continuità generazionale; succede sia nelle famiglie patriarcali che in quelle con divorzi e successivi matrimoni, e le violenze sono più frequenti con i nonni acquisiti, in quanto non vi sono vincoli di consanguineità.
Nel caso di genitori separati può accadere che si creino problemi di rapporto e frequentazione, in particolare tra il bambino ed i nonni da parte del genitore non affidatario o comunque non convivente.
La casistica in giurisprudenza è rilevante: se si pensa a quante separazioni vengono attribuite (a ragione o meno) all’influenza nella coppia dei genitori dell’uno o dell’altro, si capisce quanto sia frequente che il genitore con cui i bambini convivono e che abbia accusato problemi con i suoceri, tenda ad evitare e, addirittura, ad ostacolare la frequentazione dei figli con i nonni ex suoceri.
La riforma del codice civile attuata con la legge n. 54/2006 ha riformulato l’art. 155 c.c. introducendo il principio secondo cui: “anche in caso di separazione dei genitori, il figlio minore ha il diritto [omissis] di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.”
Il principio essenziale a cui si ispira tutta questa riforma è la tutela dell’equilibrio e della qualità della vita dei figli minori in caso di separazione o divorzio, ed il diritto a mantenere e coltivare i rapporti con i nonni e tutti i parenti ne è considerato un aspetto essenziale.

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n. 10 / Dicembre 2017

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