Il valore del contatto “pelle a pelle”

Il valore del contatto “pelle a pelle”

Dall’imprinting al bondig post natale: cosa c’è da sapere
Le tappe della relazione simbiotica tra madre e bambino

di Vittoria Salice 


Il bambino, alla nascita, dovrebbe essere portato al seno alla madre, prima di tagliare il cordone ombelicale: è importante che, fin dai primi minuti di vita, madre e figlio rimangano insieme il più possibile, facendo in modo che si instauri il cosiddetto contatto “pelle-a-pelle”: il corpo della madre aiuta il bambino a mantenere una temperatura adeguata. Inoltre la puerpera ha una remissione della neo-corteccia e un lasciar emergere le funzioni sottocorticali del cervello limbico e rettilico ciò vuol dire che prendono il sopravvento le emozioni e l’istinto che permettono alla mamma di sintonizzarsi sul bambino.

Le risorse endogene che attiva il cucciolo e la madre: l’imprinting (K. Lorenz), una particolare modalità di apprendimento che può avvenire entro le 36 ore circa dopo la nascita. Si tratta di una registrazione cerebrale della prima immagine vista dal bambino alla nascita e delle percezioni sensoriali; poi vi è il bonding post natale (coniugi Kenel e Klaus). Si tratta della “relazione unica tra due individui, specifica e perseverante nel tempo”. Nei genitori si sviluppa attraverso le tenerezze (il vezzeggiare, baciare, coccolare, guardare), nel bambino si sviluppa attraverso i sensi di cui è dotato sin dalla nascita (la vista, l’udito, l’odorato, il tatto e il gusto).

Il bambino vede nel primo mese: gli occhi del neonato sono fatti per mettere a fuoco dai 17 ai 30 cm, che è esattamente la distanza che c’è tra il viso della mamma e del bambino tenuto in braccio; inoltre è attratto dai contrasti e mette a fuoco cose rotonde e scure (come il capezzolo della mamma e gli occhi). Invece, dai quattro ai sei mesi, il bambino sviluppa completamente la vista ed è capace di seguire il moto degli oggetti in qualsiasi direzione. Già da prima della nascita ha uno spiccato udito, Il bambino riconosce la voce della mamma, la mamma riconosce il pianto del suo bambino. Il bambino è attratto da suoni ritmici come quelli dei carillon ed è infastidito da rumori particolarmente forti e acuti; nello stesso tempo, la mancanza di rumori può renderlo nervoso e piangere la mamma e il bambino si riconoscono dall’odore.

Anche il tatto è estremamente sviluppato sin dalla nascita, il neonato non è in grado di auto-termoregolarsi, quindi la temperatura corporea della mamma è la temperatura ideale per mantenere quella del piccolo, il bambino si sente al sicuro tra le braccia della madre. Il riflesso di suzione consente al neonato di attaccarsi alla tettarella del biberon o al seno della madre e di nutrirsi del latte materno. Egli è capace di distinguere benissimo i quattro sapori base: amaro, dolce, salato e acido. Ciò conferma la sua predisposizione ad un’alimentazione a base di latte e la nostra tendenza da adulti a “coccolarci” con qualcosa di dolce quando siamo tristi o in preda dello sconforto, il sapore dolce nutre e rassicura.

Il colostro ha un odore simile al liquido amniotico. Il colostro  (primo latte) è un liquido giallo sieroso, molto ricco d’immunoglobuline di classe A e cellule immunitarie (come i linfociti), secreto dalle ghiandole mammarie durante la gravidanza ed i primi giorni dopo il parto, composto principalmente da acqua, leucociti, proteine (fra le quali anche agenti immunologici), grassi e carboidrati. Con il colostro la madre trasmette le proprie difese immunitarie al figlio, le quali lo proteggeranno nei primi mesi di vita. In medicina umana può essere somministrato colostro conservato di donatrici, oppure il colostro può essere sostituito da immunoglobuline purificate esso ha un odore simile al liquido amniotico.
 

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n. 10 / Dicembre 2017

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