Gravidanza: come mi preparo?

Gravidanza: come mi preparo?

Non c’è un modo ‘ideale’ per partorire, uguale per tutte le donne
L’importanza di imparare ad ‘ascoltare’ il proprio corpo. Una ‘terapia’ contro ansie e timori delle future mamme


“Le mamme sanno già tutto, ma non lo sanno. Noi dobbiamo convincerle che loro sanno partorire e i loro neonati nascere”. Nulla è più vero delle parole di Braibanti. Quindi se sappiamo già tutto, perché “ci sentiamo di non sapere?”.
La risposta è intorno a noi, siamo circondati da immagini, notizie e pubblicità fuorvianti e che tendono (volontariamente) a farci sentire impreparate ed inadeguate all’evento parto, ma anche gravidanza, travaglio, allattamento... e chi più ne ha, più ne metta. Non c’è un modo ideale per partorire, uguale per tutte le donne, non lo si può insegnare. Ognuna deve trovare dentro di sé il modo più giusto, questa è la verità, ed è proprio questo il tema cardine del corso di accompagnamento alla nascita, il cui scopo è proprio quello ottenere gli strumenti giusti per sperimentare e riscoprire un istinto quasi zittito e nascosto dentro ogni donna.
Chiunque può partecipare al corso di accompagnamento alla nascita (più comunemente conosciuto come Corso pre-parto), anzi tutte dovrebbero, anche le donne alla seconda (o oltre) gravidanza. Il percorso di accompagnamento va oltre il semplice “vado a sentire cosa mi dice l’ostetrica”, ma è un cammino di consapevolezza e conoscenza, di scelte personali e discussioni stimolanti. La condivisione, poi, non è da poco. Il gruppo diventa una seconda famiglia, il confronto la “terapia” contro le ansie e i timori che molte volte non riusciamo neanche ad esternare.
Fondamentale è, inoltre, la figura del papà che nel percorso viene coinvolto sin da subito facendo riscoprire un ruolo tutto maschile da qualche tempo messo da parte.
Partecipare a un percorso in gravidanza significa anche concentrarsi sul proprio corpo attraverso esercizi mirati all’ascolto, al respiro e alla bonificazione di tutte quelle strutture muscolari che poi saranno attori protagonisti del parto stesso. Il percorso con l’ostetrica non è mai banale, ma sempre personalizzato e cucito addosso ad un gruppo che anche noi professioniste impariamo a conoscere incontro dopo incontro.
Quando una donna mi chiede, ed è un mio grande privilegio, di seguirla in gravidanza attraverso i vari percorsi, anche io faccio un pezzetto di strada con lei e con la nuova futura famiglia. È una crescita, quindi, per tutti mamme e professionista.
Ma quindi, domanda ricorrente, il percorso mi “insegnerà a partorire”? Assolutamente no, anzi, si imparerà a conoscersi e a conoscere facendo accrescere dentro di sé la consapevolezza che la nascita è un evento fisiologico che non può essere rinchiuso in una gabbia fatta di regole e luoghi comuni.
I vantaggi del frequentare un Corso di accompagnamento alla nascita sono stati dimostrati, inoltre, da numerose recenti pubblicazioni: è minore il rischio di ricorrere a un , si ricorre meno all’uso di analgesici farmacologici, preferendo altre strategie (movimento, massaggi, sostegno emotivo, uso della voce, rilassamento, acquaticità), si allatta al seno più precocemente, in modo esclusivo e più a lungo. Ancora, è minore il rischio di disagi emotivi dopo la nascita e si ricevono maggiori informazioni sulla contraccezione nel dopo-parto. Non bisogna però dimostrare una cosa importante che il bambino sa nascere e la donna sa partorire; chi mi conosce me lo avrà sentito dire mille volte, ma a me piace ricordarlo!
ERRATA CORRIGE: Nel numero di Settembre di 6Donna è stato erroneamente attribuito alla rubrichista Selenia Accettulli la rubrica ostetrica di Vanessa Magistro, e quindi l’articolo da lei preparato. Ci scusiamo dell’errore con la diretta interessata e con i lettori.

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n. 10 / Dicembre 2017

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