Svezzamento: quando cominciare?

Svezzamento: quando cominciare?

E’ un atto di educazione al gusto e al mangiar bene
L’OMS raccomanda di iniziare non prima del sesto mese di vita. La famiglia può individuare il momento più opportuno per iniziare

Lo svezzamento negli ultimi tempi è diventato un tema, passatemi il termine, “caldo”; sia per la maggiore attenzione che poniamo in generale sul mangiar bene e il mangiar sano, sia perché sull’argomento aleggia un’ombra oscura che sembra non avere alcuno spiraglio di luce. Il dubbio più grande è rivolto al momento di inizio dello svezzamento, quando cominciare?
Ogni bimbo è diverso, questo è più che altro un motto, ma anche pura verità... facciamo quindi un po’ di luce sul tema.
L’OMS raccomanda di cominciare con un’alimentazione complementare non prima del sesto mese di vita, per lasciare il tempo alla flora batterica di instaurarsi e stimolare la maturazione dei fattori di tolleranza intestinali, senza i quali il sistema immunitario reagirebbe in modo sconsiderato verso cibi innocui, scatenando allergie alimentari.
L’intestino, inoltre, raggiunge una maturità sufficientemente adatta a digerire gli amidi solo verso i sei mesi, a quest’età, infatti, comincia ad essere prodotto un enzima chiave: l’amilasi pancreatica. Un altro aspetto determinante è la permeabilità intestinale. Fino a sei mesi di vita l’intestino di un neonato è simile a un “colabrodo” che consente a moltissime particelle di cibo di passare se venissero ingerite in quest’epoca, e quindi troppo presto, causando reazioni di sensibilizzazione e allergie alimentari.
La famiglia, osservando attentamente lo sviluppo del proprio bambino, può individuare il momento più opportuno per iniziare.
La posizione seduta | Il primo suggerimento potrebbe essere quello di aspettare che il bambino riesca a stare seduto da solo, cosa che accade proprio tra il quinto e il sesto mese, per garantire la distensione dello stomaco durante la fase digestiva.
Interesse verso il cibo in tavola | Questo è il segnale più lampante e osservato, ma è anche quello che più spesso può trarre in inganno in quanto, dal quarto mese in poi, il mondo per essere conosciuto adeguatamente deve passare per la bocca del bambino (fase orale). Il genitore dovrà quindi osservare bene: se dopo qualche giorno di pappa “spazzolata” il bambino cambia rotta e perde interesse verso il cibo, era pura curiosità e sperimentazione.
La deglutizione | Nei primi mesi di vita la deglutizione del bambino è adatta a “spruzzare” il latte dal seno o dalla tettarella del biberon direttamente in gola, cosa diversa è con il cibo solido; pertanto, se lo svezzamento comincia in tempi non maturi, il rischio è che la pappa venga sputata fuori proprio a causa di una ancora carente coordinazione dei muscoli della deglutizione.
Accettazione del cucchiaino | Spesso viene sottovalutato l’impatto psicologico che può avere l’offrire un cibo nuovo, ad una temperatura diversa e con un sapore mai provato, imparare a conoscere il cucchiaino, per poi vederlo come un “oggetto amico”, aiuta nella fase di conoscenza delle nuove consistenze e dei nuovi sapori.
Lasciare, inoltre, il bambino libero di scoprire e assaggiare attraverso le sue stesse manine può rendere molto più semplice questa fase, lasciandogli il potere della scoperta anche attraverso il tatto e l’olfatto, senza fretta né costrizioni.
In fondo, per tutti noi, mangiare non è solo mangiare, ma è anche inebriarci di invitanti profumi, gustare lentamente, godere della compagnia degli altri commensali e sentirci liberi di avere delle preferenze in fatto di sapori. Perché per il bambino dovrebbe essere diverso? Non dimentichiamo che lo svezzamento è un atto di educazione: al gusto e al mangiar bene; un vero e proprio atto d’amore.
di Selenia Accettulli

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n. 10 / Dicembre 2017

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