Salute, correre ai ripari con un Pap-test

Salute, correre ai ripari con un Pap-test

La prevenzione è una buona abitudine
Esistono circa 100 tipi diversi di Papilloma virus responsabili di lesioni benigne, displasie o tumori
di Vanessa Anna Magistro

Sono circa 3.500 le donne che ogni anno in Italia scoprono di avere un tumore al collo uterino o cervice uterina. Esso è causato da un’infezione persistente da Papillomavirus umano (HPV), un virus a trasmissione sessuale, che è in assoluto la più frequente infezione sessualmente trasmessa. L’assenza di sintomi ne favorisce la diffusione poiché la maggior parte degli individui affetti non è a conoscenza del processo infettivo in corso. L’infezione da HPV è più frequente nella popolazione femminile e spesso regredisce spontaneamente con il tempo, mentre altre volte, in presenza di fattori predisponenti, l’infezione virale persiste e cronicizza causando una lesione tipica in un’area specifica del collo uterino che potrebbe poi evolvere in carcinoma.
Esistono circa 100 tipi di Papilloma virus, alcuni di questi sono responsabili di lesioni benigne come i condilomi (virus a basso rischio come 6 e 11), altri sono in grado di produrre lesioni pre-invasive (displasie) ed invasive, cioè il tumore della cervice uterina (virus ad alto rischio come 16 e 18).
In linea di principio, tutte le donne sessualmente attive corrono il rischio di avere un’infezione cronica da HPV, tuttavia, altri fattori fanno aumentare ulteriormente il rischio di ammalarsi di cancro del collo dell’utero. Tra questi, frequenti cambiamenti di partner (le donne che cambiano frequentemente il partner hanno un rischio più elevato di contrarre un’infezione da HPV), infezioni degli organi genitali provocate da agenti patogeni trasmessi per via sessuale, malattie croniche del sistema immunitario e fumo (le sostanze nocive presenti nel fumo del tabacco danneggiano anche le cellule del collo dell’utero).
Generalmente il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni.
Le lesioni e le infezioni sono solitamente asintomatiche, per questo motivo è necessario eseguire esami specifici per identificarle, in primis il Pap-test, test di screening rivolto alla popolazione femminile di età compresa tra i 25 e i 64 anni da eseguire ogni tre anni. Anche le donne al di sotto dei 25 anni, se sessualmente attive, dovrebbero eseguire il test così come le donne in gravidanza, se non lo hanno mai eseguito o non lo eseguono da tre o più anni, le donne in menopausa e le donne che hanno subito un’isterectomia (asportazione chirurgica dell’utero).
La metodica, che può essere eseguita dall’Ostetrica o dal vostro Ginecologo di fiducia, è molto semplice e indolore: mediante l’introduzione di uno speculum, l’operatore visualizza il collo dell’utero e procede al prelievo di alcune cellule dello stesso attraverso una piccola spatolina e un piccolo bastoncino che termina con delle morbide setole.
Il tutto richiede pochissimi minuti e consente all’operatore che lo svolge  anche di valutare l’aspetto del collo uterino, effettuando un primo esame obiettivo. Le cellule prelevate, dopo essere state sottoposte a un particolare processo chimico, vengono analizzate al microscopio per valutare la presenza di alterazioni. Se il Pap-test non evidenzia nessuna anomalia, la donna viene invitata a ripetere l’esame dopo tre anni; se così non fosse, verranno effettuati esami di secondo livello per chiarire il quadro clinico.
L’adesione puntuale ai programmi di screening aumenta notevolmente le probabilità di individuare lesioni a uno stadio di sviluppo molto precoce. Ciò significa che, come sempre, prevenire è meglio che curare, quanto mai vero perché: un Pap-test può salvarti la salute!

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n. 10 / Dicembre 2017

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