Dieta Mediterranea, cosa c’è da sapere

Dieta Mediterranea, cosa c’è da sapere

Sì a cereali, ortaggi e frutta di stagione
Alimentazione sana, può prevenire tante patologie: dal diabete al tumore del colon retto o del pancreas
dott.ssa Dora Cocumazzi

Quasi tutti gli italiani affermano di conoscerla, ma in realtà pochi sanno effettivamente in cosa consiste questo regime alimentare. La Dieta Mediterranea dal novembre del 2010 è stata iscritta nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco, dimostrando così l’importanza di questa dieta per le popolazioni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e il suo potenziale impatto positivo sulla salute e sullo stile di vita delle popolazioni.

Innanzitutto, è necessario fare chiarezza sul termine “dieta”: molti di noi, infatti, associano a questo termine un regime alimentare restrittivo, triste e da seguire solo se si è obesi, in sovrappeso o nel caso in cui si sia affetti da particolari patologie. In realtà il termine “dieta” deriva dal greco “diaita” e veniva usato per indicare un modo di vivere sano con regole che disciplinavano i diversi aspetti della vita quotidiana come l’alimentazione, l’esercizio fisico e perfino il riposo. Per questo, la dieta non dovrebbe essere considerata come una terapia da utilizzare solo in caso di necessità, ma come uno stile di vita che ci permetta di avere cura costante di noi stessi.

La Dieta Mediterranea prevede porzioni moderate di alimenti integrali e freschi e si basa principalmente sul consumo di cereali preferibilmente integrali, ortaggi e frutta di stagione, molti legumi, frutta secca e olio extra-vergine d’oliva, un consumo moderato di prodotti lattiero-caseari, pesce e carni bianche e basso consumo di carni rosse, salumi e dolci. Il consumo privilegiato di prodotti di origine vegetale rispetto a quelli di origine animale consente di ridurre l’introito di acidi grassi saturi dannosi per la salute.

L’utilizzo di olio d’oliva come alimento grasso principale apporta benefici alla salute grazie all’elevata presenza di acidi grassi monoinsaturi che contribuiscono alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, inoltre, la presenza di composti polifenolici conferisce all’olio d’oliva un’attività antiossidante. I legumi sono delle ottime fonti proteiche e, consumati in abbinamento con i cereali, forniscono tutti gli amminoacidi essenziali, contengono pochissimi grassi, sono ricchi di fibra che aumenta il senso di sazietà, favorisce il transito intestinale e rallenta l’assorbimento degli zuccheri.

Frutta e ortaggi sono costituiti principalmente da acqua (circa l’85-90%), inoltre, sono importanti fonti di vitamine (vitamina C, vitamine del gruppo B, Vitamine liposolubili A, D, E, K) e minerali quali sodio, potassio, calcio, ferro, magnesio, zinco, rame, selenio, oltre che di fibra e di numerosi fitocomposti che, esercitando un’azione antiossidante, aiutano il nostro organismo a contrastare i radicali liberi responsabili di molte malattie cronico-degenerative. Anche la frutta secca è parte integrante della Dieta Mediterranea e, pur avendo un contenuto lipidico piuttosto elevato, è ricca di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi ed è povera di acidi grassi saturi.

Numerosi studi hanno dimostrato come questo tipo di alimentazione, insieme all’attività fisica, sia in grado di prevenire numerose patologie quali: diabete, invecchiamento cellulare, alcuni tipi di tumore (colon retto, mammella, prostata, pancreas), obesità, patologie cardiovascolari. Purtroppo, negli ultimi anni, questo stile di vita è stato soppiantato da un’alimentazione troppo calorica, grassa e iperproteica, influenzata dai ritmi di vita frenetici che inducono a scegliere alimenti pronti e facili da preparare senza porre la giusta attenzione su ciò che si mette nel piatto. Per mantenerci in linea e in salute dovremmo avvicinarci di più al tipo di alimentazione dei nostri nonni evitando di seguire le mode del momento. Quindi, sì a pasta, pane, legumi, frutta, ortaggi, olio di oliva e poca carne, ricordando di moderare le porzioni ed effettuare una regolare attività fisica.

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n. 10 / Dicembre 2017

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