Combattere l’obesità infantile

Combattere l’obesità infantile

Percentuali più elevate al Centro-Sud Italia
Tra le cause principali, abitudini alimentari scorrette e vita sedentaria

A cura della dottoressa Dora Cocumazzi

L’obesità è una patologia in costante aumento tanto da essere considerata con il sovrappeso la maggiore epidemia sociale di questo millennio, epidemia che si sta rapidamente diffondendo dal Nord America ed Europa, paesi che per primi hanno dovuto affrontare questo problema, a paesi come India, Cina, Giappone, e ad alcune regioni dell’Africa e del Sud America.

Oltre ad avere ripercussioni negative sulla salute incrementando la probabilità di insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, l’obesità rappresenta anche un costo sociale poiché incide in maniera rilevante sui costi sanitari.
L’incremento di obesità e sovrappeso, purtroppo, non riguarda solo gli adulti, ma anche bambini e adolescenti. L’Italia è ai primi posti in Europa per l’eccesso ponderale infantile e, allo scopo di monitorare l’evoluzione del fenomeno e la validità degli interventi intrapresi, il Ministero della Salute ha attivato, a partire dall’anno scolastico 2007/2008, il sistema di sorveglianza “Okkio alla salute” per valutare l’evoluzione dello stato nutrizionale dei bambini delle scuole primarie.

Il progetto è rivolto agli alunni frequentanti la terza classe e prevede la rilevazione delle misure antropometriche e di informazioni sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita. Vengono, inoltre, raccolte informazioni sulle iniziative scolastiche che possano promuovere l’attività fisica e la sana alimentazione. Dai dati del 2012 emerge che il 22,1% dei bambini di 8-9 anni è in sovrappeso e il 10,2% è obeso. Le percentuali più elevate si riscontrano nelle regioni del Centro-Sud: in Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata l’eccesso ponderale riguarda più del 40% del campione, mentre Sardegna, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige sono sotto il 25%.

Le cause di questo fenomeno sono da ricercare soprattutto in abitudini alimentari scorrette e vita sedentaria e, considerando che il rischio per un bambino obeso di diventare un adulto obeso è maggiore rispetto a un bambino non obeso, si comprende l’importanza di correggere le abitudini sbagliate fin da piccoli. Su bambini e adolescenti l’obesità produce effetti negativi non solo sulla salute, ma anche sui livelli di autostima e sull’immagine che i bambini hanno di loro stessi. Molto spesso, infatti, questi bambini sono presi in giro ed emarginati dai loro coetanei, queste situazioni possono indurre loro ad un progressivo isolamento che si traduce in un aumento delle ore trascorse in casa, spesso davanti alla tv consumando snack e bevande zuccherate, comportamenti che determinano un aggravamento del problema.

L’educazione alimentare e la modificazione dello stile di vita sono fondamentali per produrre un’inversione di tendenza, infatti, tra i bambini sono molto frequenti abitudini scorrette che, specie se concomitanti, possono favorire l’aumento di peso. Tra gli errori più frequenti troviamo: saltare la colazione o comunque non fare una colazione bilanciata, fare spuntini troppo calorici, consumare quantità eccessive di bevande zuccherate, non consumare adeguate quantità di frutta e verdura.

A ciò si aggiunge un livello insufficiente di attività fisica e il fatto che non sempre i genitori si rendono conto che i propri figli hanno problemi di eccesso ponderale. Per tutte queste ragioni, si comprende l’importanza di un’educazione alimentare che coinvolga non solo bambini e adolescenti, ma anche le famiglie, allo scopo di correggere i comportamenti sbagliati e favorire il raggiungimento e il mantenimento del peso ideale. La prevenzione dell’obesità deve iniziare fin dalla nascita del bambino attraverso l’allattamento al seno che deve essere prolungato il più possibile e deve proseguire durante lo svezzamento, infatti, è di fondamentale importanza educare i bambini ad alimentarsi correttamente fin dai primissimi anni poiché le abitudini acquisite in questo periodo verranno più facilmente mantenute nel corso degli anni. In caso di necessità è importante, inoltre, rivolgersi a uno specialista che potrà predisporre un piano alimentare personalizzato.

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n. 10 / Dicembre 2017

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