Riconoscere le intolleranze

Riconoscere le intolleranze

La compromissione della flora batterica.
Primo campanello d’allarme dello stato di salute: coinvolte anche altri distretti ed organi del corpo
della dott.ssa Giovanna Bruno

Pancia gonfia, dermatite, mal di testa, bronchiti ricorrenti, stanchezza cronica, memoria labile o herpes recidivante? Potremmo continuare, arrivando a scrivere un lunghissimo elenco di problematiche salutistiche di svariata entità e localizzazione, ma la domanda che sorge spontanea è sempre la stessa: intolleranze alimentari? Le intolleranze alimentari non sono caratterizzate solamente da sintomi strettamente correlati a disturbi intestinali (crampi, coliche, gonfiore, diarrea), ma possono portare a manifestazioni fra le più svariate, coinvolgendo anche molti altri distretti ed organi del corpo. È molto importante capire che questi sintomi potrebbero essere le prime avvisaglie che il nostro organismo ci invia, per segnalarci una disturbo nascosto. Ed è importante capire che le conseguenze per la salute potrebbero diventare più serie.
L’intolleranza alimentare è una reazione infiammatoria che si sviluppa quale conseguenza del contatto prolungato del sistema immunitario con macromolecole di un determinato alimento. A differenza delle reazioni allergiche, in cui basta la sola esposizione a piccole quantità dell’alimento incriminato per scatenare una risposta immunitaria immediata e acuta, l’intolleranza alimentare è inizialmente asintomatica. La fase priva di manifestazioni può avere una risposta più o meno lunga e coinvolge le immunoglobuline Ig4, a risposta lenta. Le Ig4 provocano un’infiammazione cronica che rimane silente fino al superamento della soglia di intolleranza. Oltre questa soglia si manifestano i sintomi che coinvolgono diversi organi e apparati. Inizialmente le intolleranze alimentari hanno origine nella mucosa intestinale, luogo di contatto fra il mondo esterno e il mondo interno, costituito dal flusso sanguigno e dai nutrienti che vi circolano.
Le cause possono essere diverse: un errato stile di vita, un’alimentazione sbilanciata, abuso di farmaci, additivi chimici, metalli pesanti, pesticidi presenti nei cibi che ingeriamo. All’origine vi è sempre la compromissione della flora batterica residente che sarà favorevole alla proliferazione delle specie patogene nocive per la barriera intestinale. Quindi, come è facile comprendere, compromettendo la flora batterica intestinale, il nostro organismo inizierà a sviluppare le intolleranze alimentari. Ci sono, inoltre, dei cibi che possono essere causa di intolleranze perché, per loro caratteristica, possono modificare la mucosa intestinale e la flora batterica non patogena. Innanzitutto il latte e i latticini, che a causa dell’elevata quantità di caseine, favoriscono la proliferazione dei microrganismi patogeni. L’assunzione di carne, altro alimento di cui si abusa, è causa della crescita della flora batterica patogena, in quanto l’intestino umano non riesce a smaltire in velocità i residui che derivano dall’alimentazione carnea. Altro grande gruppo di alimenti è quello degli zuccheri raffinati e farine bianche. Quando si instaura un’intolleranza alimentare, aumenta anche la quantità delle sostanze indesiderate che devono essere eliminate, pertanto il carico di lavoro degli organi diventa maggiore, portando inevitabilmente al peggioramento dello stato di salute dell’intero organismo. Il protrarsi nel tempo di questo stato di intossicazione innescherà uno stato di “non salute” che tenderà a peggiorare. Ecco che allora possiamo considerare le intolleranze alimentari il primo campanello d’allarme di uno stato di salute non ottimale. Per cui è importante individuarle, curarle e correggerle in modo adeguato e attendibile, cercando di effettuare test, scelte alimentari, diete specifiche adatte alla propria situazione, ricordandoci sempre che porremo fine, in questo modo, alle sintomatologie presenti e a quelle future.

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n. 10 / Dicembre 2017

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