Dieta genetica

Dieta genetica

In linea con ciò che è scritto sul DNA
Le più efficaci e durature sono quelle fondate sul nostro patrimonio genetico
di Giovanna  Bruno

C’è chi è perennemente a dieta ma con risultati scarsi. Forse perché segue un regime alimentare non adatto. Ci sono diverse diete che non garantiscono un risultato duraturo, magari sono efficaci nell’immediato, ma con il tempo si riacquista il peso perduto. Ognuna sostiene la superiorità su un’altra, capita che una dieta per perdere peso dia grandi risultati su un soggetto e in altri non abbia alcun effetto. Perché? Perché ognuno di noi risponde ad un programma alimentare dietetico in maniera del tutto esclusivo. Tanto di moda sono le diete “senza i carboidrati”, quelle iperproteiche, regimi che alterano sempre di più il metabolismo e il benessere psicofisico della persona.

Oggi l’alimentazione vede finalmente un nuovo futuro: la dieta formulata sul DNA, ossia la dieta genetica. Inoltre gli studi scientifici evidenziano la forte componente genetica nella predisposizione a malattie metaboliche importanti come diabete, obesità, infarto, ictus, ipertensione, osteoporosi. Pare, infatti, che l’assioma dieta/DNA sia vincente.
Recenti studi hanno dimostrato che le diete più efficaci e durature siano quelle fondate sul nostro patrimonio genetico. Facendo tesoro di queste scoperte, è stato messo a punto un test non invasivo, il genotest, creato seguendo le indicazioni della nutrigenomica, la disciplina che studia le varianti dei geni dalle quali dipenderebbe la risposta del nostro organismo a ciò che mangiamo.

Il test inizia prelevando la saliva dell’individuo, in seguito si esegue l’esame del DNA dal laboratorio di nutrigenomica di riferimento. Entro quattro settimane si riceve il responso con la dieta personalizzata in base al proprio patrimonio genetico, al gusto, allo stile di vita e alle preferenze alimentari. Si tratta di un protocollo specialistico basato sull’analisi del DNA, dello stile di vita, delle preferenze ed abitudini alimentari e del gusto. L’analisi del DNA si fa una volta nella vita. Si riceve in questo modo un regime alimentare per perdere peso personalizzato sulla genetica dell’individuo. Ma non solo per perdere peso, soprattutto per cercare di alimentarsi bene, in linea con ciò che è scritto sul DNA. Infatti  linea e salute dipendono dal modo in cui ci si alimenta e dal proprio stile di vita. I geni hanno in effetti un peso nella diversa capacità di ciascuno di bruciare più o meno bene grassi e carboidrati, di accumulare più o meno facilmente peso, di reagire a regimi alimentari differenti. Peccato che la faccenda sia molto meno semplice di così. Innanzi tutto si dovrebbe avere la certezza dell’attendibilità tecnica dei laboratori che offrono questi test genetici. Inoltre, in seguito all’identificazione del polimorfismo genetico  (ovvero la  forma che assume il gene nel singolo soggetto) dovremmo valutare bene l’interpretazione dei risultati. Questo è un procedimento complesso e delicato.

L’utilità dei test genetici non si discute, si tratta di una delle innovazioni  più ampia degli ultimi dieci anni, il rischio è però pensare che i marcatori genetici possano dire tutto di noi. La nutrigenomica ha basi logiche, ma senza un percorso ragionato, senza sapere nulla della persona a cui si fanno i test, le conclusioni non possono essere serie. Anche perché ciascuno di noi è il risultato dei geni, dell’ambiente e del caso: i geni da soli spiegano qualcosa, ma non tutto. Focalizzarsi solo sul genotipo e pensare di stabilire una dieta è riduttivo. Per cui dovremmo affidarci a professionisti seri nel settore e ad altrettanti laboratori specializzati in nutrigenomica. Il genotest, inoltre, ci permette, come adesso misuriamo colesterolo, trigliceridi e simili per avere indicazioni sul rischio cardiovascolare, di valutare i geni e consigliare interventi mirati sull’alimentazione. Tutto questo è prevenzione e cura di noi stessi, usando un modo semplice ed efficace: l’alimentazione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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