Sindrome metabolica, cosa c’è da sapere

Sindrome metabolica, cosa c’è da sapere

E’ dovuta all’interazione tra fattori genetici e ambientali
La sua prevalenza è del 34,1%, ed è in aumento nei bambini: fondamentale agire su alimentazione e uno stile di vita sano

di Dora Cocumazzi

La sindrome metabolica è una condizione piuttosto diffusa caratterizzata dalla presenza di una serie di fattori che predispongono all’insorgenza di patologie come diabete, steatosi epatica e malattie cardiovascolari. Si stima che la sua prevalenza sia di circa il 34,1%, ma il dato preoccupante è che negli ultimi anni è stato evidenziato un aumento della prevalenza nei bambini e negli adolescenti, parallelamente con l’aumento dell’obesità infantile.
Per palare di sindrome metabolica, secondo i criteri del National Cholesterol Education Expert Panel (Adult Treatment Panel III), è necessaria la presenza di tre o più dei seguenti disordini:
Obesità centrale (Circonferenza vita > 102 cm per i maschi; > 88 cm per le femmine)
Alterata Regolazione Glicemica (Glicemia a digiuno ≥ 110)
Ipertensione arteriosa (≥130/85 mmHg)
Ipertrigliceridemia (≥ 150 mg/dl)
Ridotto Colesterolo HDL (<40 mg/dl per i maschi; <50mg/dl per le femmine)
Il ruolo principale nello sviluppo della sindrome metabolica sembra essere svolto dal tessuto adiposo, soprattutto di quello localizzato a livello addominale. Il tessuto adiposo, infatti, produce diverse sostanze indicate come adipochine, attraverso le quali interagisce con altri organi e tessuti.
L’obesità determina un’alterazione dell’equilibrio metabolico causando un aumento del tessuto adiposo addominale, il quale a sua volta produce un’alterazione della produzione di alcune adipochine, determinando un aumento della resistenza all’azione dell’insulina e un incremento dello stato infiammatorio.
La resistenza insulinica favorisce l’aumento dei trigliceridi e del colesterolo LDL aumentando il rischio di insorgenza di steatosi epatica, di aterosclerosi e di conseguenti malattie cardiovascolari, inoltre, causa un innalzamento dei livelli di insulina e di glucosio nel sangue incrementando così il riassorbimento di sodio a livello renale e causando aumento della pressione arteriosa.
Si ritiene che la sindrome metabolica sia dovuta all’interazione tra fattori genetici e alcuni elementi ambientali come scarsa attività fisica e scorretta alimentazione. Dato l’importante ruolo svolto della componente ambientale, agire su fattori quali l’alimentazione e lo stile di vita, è fondamentale per la cura e soprattutto per la prevenzione di questo disordine.
Per quanto riguarda l’alimentazione, è ormai accertato che l’eccessivo consumo di grassi, soprattutto di origine animale e grassi trans, di carboidrati a elevato indice glicemico e uno scarso introito di fibra, sono fattori che possono contribuire all’insorgenza della sindrome metabolica.
Gli alimenti di origine vegetale si sono dimostrati particolarmente efficaci nella prevenzione delle manifestazioni cliniche della sindrome metabolica, soprattutto grazie al loro contenuto di fibra che, a livello dell’apparato digerente, determina un rallentamento dello svuotamento gastrico rendendo più graduale il passaggio dei nutrienti all’intestino, inoltre, grazie alla formazione di soluzioni viscose, la fibra rallenta l’assorbimento di nutrienti, condizionando la liberazione degli ormoni coinvolti nel metabolismo degli zuccheri, come l’insulina, stabilizzando così i livelli di glicemia post-prandiale.
Gli alimenti di origine vegetale sono, inoltre, ricchi di fitocomposti, sostanze chimiche prodotte dalla pianta come risposta a stress ambientali, in grado di proteggere il nostro organismo dallo stress ossidativo, dai processi infiammatori e con molti altri effetti benefici sulla salute.
Un’efficace prevenzione della sindrome metabolica può essere ottenuta attraverso l’adozione di un corretto stile di vita, che preveda un’adeguata attività fisica e corrette abitudini alimentari.

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n. 10 / Dicembre 2017

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