Cistite cronica

Cistite cronica

Ne soffre il 25% delle donne tra i 20 ed i 50 anni. È una patologia che predilige le donne per la conformità anatomica dell’uretra
A cura della dott.ssa Teresa A. Prisco

La cistite è un’infiammazione della vescica dovuta alla presenza di batteri che normalmente non dovrebbero esserci.
L’infezione che provoca la cistite è causata da batteri che popolano il colon come lo Stafilococcus Epidermidis (9% dei casi di cistite), lo Streptococcus Fecalis (3% dei casi di cistite), la Clamydia trachomatis e i Mycoplasmi, oppure altri germi aerobi della flora fecale come Proteus, Klebsiella, Serratia, Enterobacter e Pseudomonas.

Questi batteri possono raggiungere la vescica dall’esterno passando attraverso l’uretra, o dall’interno, per transfert, propagandosi da organi vicini. Tuttavia, il batterio maggiormente responsabile delle cistiti risulta essere l’Escherichia Coli (80% delle infezioni): denominato il super-mutante presenta una grande capacità di sopravvivenza nel corpo umano e di mutare rapidamente in modo tale da resistere alle terapie antibiotiche. Può sopravvivere in ambiente acido, si moltiplica a grande velocità e riesce ad adattarsi a qualsiasi ambiente, risulta costituito da micro ciglia, composte da lectine che si legano al mannosio presente sulla mucosa vescicale e del tratto urinario.

Perché sono principalmente colpite le donne?
Il fattore più importante che predispone all’acquisizione dell’infezione è da riferirsi alla diversa conformazione anatomica dell’ultimo tratto escretore nella donna rispetto all’uomo, l’uretra. La brevità dell’uretra femminile che misura circa 3-4 cm e la vicinanza alla vagina e al retto costituiscono i fattori di maggior rischio e maggiore prevalenza delle infezioni delle vie urinarie nella donna. È per questo, infatti, che i batteri provenienti dall’intestino possono raggiungere il condotto uretrale e da qui risalire in vescica.

Fattori predisponenti sono un’alterazione della flora batterica nella vagina che può far venire a mancare il primo vero strumento di difesa nei confronti dei batteri provenienti dall’esterno. La colonizzazione può essere favorita dalle secrezioni normalmente presenti in vagina (si eliminano giornalmente miliardi di escherichia coli). Una delle funzioni importanti svolta dalla flora batterica vaginale è, infatti, quella di mantenere un pH acido (da 3,8 a 4,3) con il quale i batteri intestinali muoiono.

Quali sono i sintomi della cistite?
• Difficoltà alla minzione, l’urina è eliminata a gocce.
• Dolore e bruciore nell’urinare che persistono anche dopo la fine della minzione.
• Dolore sovrapubico, con una sgradevole sensazione di vescica piena.
• Bisogno continuo di urinare.
• Talvolta perdita di sangue con l’urina.

Questi sintomi possono presentarsi tutti o in parte, e possono accompagnarsi ad urine torbide con odore sgradevole. L’identificazione dell’agente infettante attraverso l’urinocoltura è importante per la diagnosi e per la terapia soprattutto nelle cistiti ricorrenti, di natura non infettiva, che possono simulare i segni e i sintomi di un’infezione urinaria.
Altri batteri responsabili di cistiti ricorrenti sono: Clamydia trachomatis e Mycoplasmi per i quali bisogna eseguire una ricerca specifica:
• Positività delle analisi delle urine
• Presenza elevata di leuciti (globuli bianchi) superiori a 10.000/ml
• Presenza elevata di batteri (>100.000/ml)
• Presenza di emazie (globuli rossi)
• Presenza di nitriti
• Aumento del pH.

In caso di cistiti la terapia antibiotica deve essere mirata, specifica ed a dosaggi adeguati e per un tempo giusto, seguita da controlli colturali stretti dell’urina per “valutare l’assenza dell’infezione” evitando l’uso eccessivo di antibiotici, oppure l’uso di antibiotici senza il supporto dell’antibiogramma(indispensabile per il giusto approccio terapeutico).
Il giusto approccio terapeutico guarirà la cistite cronica, trasformando l’incubo in un brutto ricordo.

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n. 10 / Dicembre 2017

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