La dialisi a domicilio

La dialisi a domicilio

Dall’ospedale a casa, è finalmente una realtà
Aiuta  a risolvere problemi di salute senza l’ansia dell’ospedalizzazione

Nel nostro Paese soffrono di malattie renali circa tredici milioni di persone, di cui cinque milioni con Malattia Renale al IV-V stadio K/DOQI (Kidney Disease Outcomes Quality Initiative) con una riduzione rilevante della funzione dei reni.I pazienti in dialisi in Italia sono oltre quarantacinque mila, contro i trentasette mila di dieci anni fa (+22%).
La dialisi a domicilio potrebbe essere la soluzione del futuro, per garantire una vita quasi“normale” ai nefropatici, senza essere costretti ad estenuanti viaggi da e per un Ospedale, per essere sottoposti all’emodialisi periodica, in attesa di un trapianto di rene.
I vantaggi della dialisi a domicilio sono diversi: permette di non affollare le dialisi ospedaliere,  migliora la qualità della vita di chi si deve sottoporre a questa terapia, migliora la sua riabilitazione, ed è soprattutto più umanizzante, visto che tutto il processo avviene nelle mura domestiche. S’ipotizza, infatti, che la dialisi possa avvenire di sera, al termine della giornata lavorativa e senza disagi o viaggi per il malato. Così come sarà più facile, nei periodi di vacanza, sottoporsi al trattamento anche durante il soggiorno in albergo.
Il vantaggio clinico è assoluto: i pazienti trattati con questo metodo possono recuperare gran parte della loro quotidianità, utilizzando un minore quantitativo di farmaci rispetto a chi effettua l’emodialisi in ambiente ospedaliero, perché la dialisi è di 2/3 ore, secondo le necessità. A domicilio, inoltre, la dialisi potrebbe essere effettuata con una frequenza di 5 o 6 sedute la settimana, assicurando all’organismo una depurazione quasi continua.
Dobbiamo precisare che questo sistema non è alternativo alla dialisi peritoneale domiciliare, ma all’emodialisi tri-settimanale ambulatoriale. La dialisi a domicilio non è un’idea nuova in termini di tempo: i primi tentativi furono realizzati alla fine degli anni Settanta ma poi abbandonati, soprattutto a causa dei costi e della grandezza delle apparecchiature mediche. Che rendevano difficilmente praticabile il loro utilizzo in un ambiente non ospedaliero.
Oggi è stata progettato un rene artificiale grande quanto un piccolo televisore, che permette di effettuare l’emodialisi direttamente a casa. Questa macchina è stata pensata appunto per l’utilizzo domestico, l’idea di base è rivoluzionare l’emodialisi domiciliare.
Il sistema include (come riportato dalla scheda tecnica e dichiarato da più medici) un dispositivo portatile compatto elettromeccanico contenente pompe, meccanismi di controllo, sensori di sicurezza e di acquisizione dati. La cartuccia incorpora un sistema di gestione fluido volumetrico con annesso dializzatore, e dializzato premiscelato per l’emodialisi in sacche sterili da cinque litri (20-25 litri per seduta, le sacche sono consegnate e ritirate dal fornitore; il rene artificiale è concesso in comodato d’uso) facile da utilizzare per i comandi ben visibili e semplificati posti sul frontale. Le connessioni idrauliche e la presa elettrica sono semplici e standard per minimizzare l’impatto sulla casa. È custodito in un trolley da viaggio facilmente trasportabile.
L’apparecchio è semplice da utilizzare anche senza la presenza di personale specializzato( ci sarà un training di circa 2 mesi per imparare l’utilizzo).
Non occorrono accessi vascolari particolari, se non una normale fistola, per facilitare l’accesso alla fistola si può utilizzare il sistema Botton-hole (puntura ad occhiello) che riduce i tempi di apprendimento del partner per la puntura dell’accesso vascolare e che è anche meno dolorosa, ciò permette anche un miglioramento della percezione del dolore da parte di chi è soggetto alla cura.
L’ospedale a casa è sicuramente una prospettiva del futuro, perché vanta innumerevoli vantaggi, non per ultimo il risparmio economico, e aiuta chi ha problemi di salute a risolverli a casa senza l’ansia dell’ospedalizzazione.

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n. 10 / Dicembre 2017

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