Pubblicità senza promesse Cosmetici, acquisti sinceri

Pubblicità senza promesse Cosmetici, acquisti sinceri

Vademecum dal Garante della Concorrenza Non vanno attribuite proprietà curative o terapeutiche: informazioni veritiere e trasparenti, supportate da test
di Rosangela Loriso - Movimento Consumatori

Vademecum dal Garante della Concorrenza Non vanno attribuite proprietà curative o terapeutiche: informazioni veritiere e trasparenti, supportate da test I cosmetici sono importanti prodotti di consumo quotidiano e svolgono un ruolo fondamentale nella vita di ognuno di noi. Oltre ai cosmetici tradizionali, quali i trucchi e i profumi, rientrano in questo vastissimo settore anche i prodotti per l’igiene personale, shampoo, saponi e articoli per la cura dei denti. Trattasi di un settore in continua evoluzione tecnologica e scientifica. I produttori di cosmetici, infatti, devono migliorare costantemente i prodotti, al fine di rimanere all’avanguardia in un mercato estremamente competitivo, in cui i consumatori si aspettano una scelta più vasta e un’efficacia sempre maggiore. Per questo motivo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha stilato un vademecum che tuteli e garantisca i consumatori da pericolose comunicazioni commerciali scorrette sui prodotti cosmetici. In primo luogo, il cosmetico non è un farmaco pertanto la natura cosmetica del prodotto deve risultare chiaramente: un cosmetico non può essere assimilato o comparato - esplicitamente o indirettamente - ad un farmaco o ad interventi di chirurgia estetica. Al prodotto cosmetico non possono essere attribuite - direttamente, indirettamente o in modo ambiguo - proprietà curative o terapeutiche capaci di intervenire in maniera risolutiva e definitiva sulle cause degli inestetismi. La promessa di risultati specifici e puntuali - riferiti in termini assoluti o percentuali, con indicazione di tempi serrati o/e con corredo di immagini particolarmente suggestive - deve basarsi su un veritiero e mirato supporto scientifico e su sperimentazioni adeguate. L’efficacia di un componente non supporta, né dimostra da sola e di per sé l’efficacia del prodotto. Se espressamente richiamati in pubblicità, i test clinici devono essere pertinenti e direttamente correlati con l’efficacia attribuita al prodotto; nel messaggio dedicato, compatibilmente allo spazio disponibile, devono essere specificati la metodologia, le misurazioni ed i parametri utilizzati. Ne consegue che, gli studi scientifici richiamati in pubblicità a sostegno dei vanti prestazionali del cosmetico devono essere adeguatamente accessibili - in versione integrale o in esaustiva sintesi esplicativa - magari attraverso rinvio alle pagine web dedicate del sito internet aziendale. Non può essere vantato in pubblicità, neppure se presentato insieme a locuzioni quali “fino a…”, il valore massimo risultante dalle sperimentazioni – tanto più se raggiunto in uno solo o in pochissimi casi - in quanto non esemplificativo dell’efficacia generale riconducibile al cosmetico. Infine, l’innovatività del cosmetico deve essere riconosciuta da studi aventi riconosciuta autorevolezza scientifica, così come il brevetto può vantarsi solo ove sia già stata rilasciata la concessione; non basta aver presentato semplicemente la domanda. Queste le poche ma importanti accortezza da seguire per evitare di incorrere in messaggi e/o informazioni commerciali scorrette, spesso causa di brucianti delusioni e di aspettative tradite.

Lascia un commento

n. 10 / Dicembre 2017

Scarica la tua copia in pdf