Tutto per la tutela del consumatore

Tutto per la tutela del consumatore

Aste on-line, recesso e rimborsi. Ci sono regole specifiche per le aste on line?
Come barcamenarsi tra le tante offerte sul web
di Rosangela Loriso

Le aste online rappresentano ad oggi una delle più recenti novità con cui il consumatore può procurarsi in rete, a prezzi di assoluto favore, beni e prodotti di qualsivoglia genere, dagli alimenti ai tecnologici e così via.
A norma dell’art. 18 del Decreto 114 del 1998, sono vietate dall’ordinamento italiano le aste online da dettagliante a consumatore, ovvero le cosiddette aste online business to consumer, ove un imprenditore - ovvero un commerciante - utilizza i servizi offerti dal sito d’asta per vendere al pubblico dei consumatori beni acquistati da terzi. Tale divieto, invece, non si applica ai grossisti che per loro natura non effettuano vendita diretta al consumatore.
La ragione dell’esclusione dei dettaglianti dal sistema di vendita online risiede nell’ovvia esigenza di tutelare il consumatore, parte debole del rapporto, da eventuali tentativi di condizionamento delle aste da parte degli stessi venditori, intenzionati a determinare aumenti ingiustificati del prezzo di vendita.
In tale ottica di tutela si inserisce anche l’obbligo di strutturare i siti delle aste online in modo da garantire il consumatore da errori, truffe e raggiri. In particolare il sito deve indicare una serie dettagliata di informazioni per identificare l’operatore che bandisce l’asta, ad esempio il numero di iscrizione al registro delle imprese ed ulteriori dati che permettono al consumatore di entrare in contatto diretto con lui.
La gestione del sito dovrà garantire la tutela dei dati personali forniti, in particolare la protezione da eventuali accessi non autorizzati. Inoltre a venditori ed acquirenti dovranno essere fornite tutte le informazioni sulle modalità di svolgimento dell’asta, sul prezzo di acquisto e di vendita, sulle modalità di consegna e pagamento dei beni.
Pur nell’ammirevole ed apprezzabile tentativo del legislatore di tutelare il consumatore, la realtà, è spesso ben diversa.
Numerose sono le aste organizzate dagli stessi dettaglianti con la conseguenza che la vendita risulta illegale. Ma non finisce qui.
Se per loro stessa natura le vendite in asta online dovrebbero essere ricomprese nella categoria delle vendite a distanza e quindi trovare disciplina nell’art. 50 e seguenti del Codice del Consumo del 2005,è pur vero che la realtà dei fatti è ben diversa.
Le aste online, infatti, sono escluse dalla disciplina di tutela del consumatore prevista dal codice del consumo del 2005. Una esclusione assolutamente ingiustificata che non trova ragion d’essere e che determina un chiaro squilibrio ed una palese violazione dei diritti dei consumatori.
A porre rimedio a tale incresciosa situazione è intervenuta la Direttiva Europea 2011/83/UE che ha introdotto una regolamentazione uniforme dei contratti negoziati  fuori dai locali commerciali e di quelli on line.
Le maggiori novità a tutela del consumatore riguardano:
-  il divieto di spese e costi nascosti;
- la trasparenza dei prezzi;
- l’introduzione del nuovo diritto di recesso (sale a 14 giorni di calendario)
- la decorrenza del diritto di recesso (i 14 giorni previsti per far vale il proprio diritto di ripensamento decorrono dal ricevimento del prodotto, ovvero del bene a casa);
- diritto di rimborso (i venditori sono tenuti al rimborso entro 14 giorni dal recesso coprendo anche le spese di consegna);
- introduzione di un formulario e di norme uniformi in tutto il territorio europeo al fine di agevolare gli scambi all’interno della zona Europa.

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n. 10 / Dicembre 2017

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